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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Francia, la sfida dei Gilet Gialli: piazza contro i divieti

A Parigi cresce la tensione in vista delle proteste: il governo vieta alcuni cortei, rafforza i controlli e prepara nuove misure di sicurezza

“Quello che sta succedendo esprime una rabbia sociale, una collera molto forte e molto esasperata”. È la lettura di Giancarlo Chiancone, insegnante di italiano in un liceo della periferia settentrionale di Parigi, secondo cui le tensioni esplose durante le proteste riflettono un malessere ormai difficile da contenere.

Chiancone dice di non condividere gli episodi di violenza, ma considera comprensibili le tensioni nate ai margini delle mobilitazioni. A suo giudizio, le profonde disuguaglianze della società francese hanno portato a una rottura di un equilibrio che appariva già fragile.

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Negozi blindati prima dei cortei

I commercianti delle zone interessate dalla mobilitazione si stanno preparando allo scenario peggiore, soprattutto lungo il tracciato delle manifestazioni e nelle aree centrali. Molti esercizi abbasseranno le saracinesche, mentre le vetrine vengono protette con pannelli di legno e alcuni titolari hanno trasferito la merce nei locali interrati.

Anche gli spazi pubblici vengono resi più difficili da utilizzare per barricate o incendi. A Parigi sono stati rimossi diversi elementi mobili dell’arredo urbano, tra cui campane per la raccolta del vetro, bidoni verdi e materiali abbandonati davanti alle abitazioni. Barricate pesanti, intanto, impediscono l’accesso alle strade che conducono all’Eliseo e a Matignon.


I Gilet Gialli sfidano Macron

Benjamin Ball, esponente del coordinamento dei Gilet Gialli, contesta la posizione dell’esecutivo sulle manifestazioni non convocate dai sindacati. “Andremo comunque in centinaia di migliaia in piazza per esprimere la nostra rabbia. I regimi autoritari che vietano le proteste non hanno mai fermato i movimenti sociali”, ha affermato.

La mobilitazione annunciata per domani arriva dopo le violenze registrate intorno alle iniziative del 17 ottobre. Il governo considera irregolari i cortei privi di un’organizzazione sindacale, mentre il movimento rivendica il diritto di scendere in strada anche senza una convocazione formale.


Città divise sulle autorizzazioni

Le autorità di Lione hanno vietato tutte le manifestazioni previste per domani. A Marsiglia, invece, la protesta potrà svolgersi dalle 14, mentre le iniziative promosse dai sindacati vengono valutate insieme alle prefetture e, in linea generale, autorizzate.

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A Parigi il corteo sindacale ha ricevuto il via libera, ma il percorso è stato modificato: i partecipanti partiranno da Place de la Bastille e arriveranno a Place de la Nation. La scelta mostra una gestione differenziata delle mobilitazioni, con limiti più severi per gli appuntamenti privi di una sigla organizzatrice.


Più forze in strada

Il dispositivo di sicurezza sarà più consistente rispetto a quello impiegato il 17 ottobre. Il ministero dell’Interno ha annunciato un aumento del 20% degli agenti presenti e il richiamo in servizio di alcuni poliziotti che si trovavano in ferie.

Sul terreno saranno schierati anche militari dell’operazione Sentinelle, unità antiterrorismo istituita nel 2015 dopo l’attacco contro il giornale satirico Charlie Hebdo. A Marsiglia sono inoltre previste sospensioni del trasporto pubblico, mentre a Parigi il coprifuoco, sostenuto dal primo ministro Sébastien Lecornu, resterà in vigore fino a lunedì.


La protesta alza il livello dello scontro

Ball accusa il governo di non aver dato risposte alle richieste del movimento e lega la prosecuzione della crisi alle decisioni dell’esecutivo. “Se non ci sarà una risposta rapida e totale all’insieme delle nostre rivendicazioni, il presidente e il suo governo dovranno lasciare”, ha dichiarato.

Emmanuel Macron aveva difeso la linea dei divieti dopo una riunione del consiglio di sicurezza all’Eliseo. Il presidente ha sostenuto che saranno proibiti gli appuntamenti promossi da persone considerate prive di legittimità, in qualsiasi luogo emerga l’intenzione di riunirsi.

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