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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Francia, la protesta nei licei può allargarsi: il nodo delle concessioni

Il sociologo Robi Morder interpreta la mobilitazione degli studenti e segnala tensioni anche nella polizia, dove una parte degli agenti guarda al Rassemblement National.

La mobilitazione che attraversa i licei francesi si inserisce, secondo Robi Morder, in una storia lunga di proteste giovanili. Il sociologo, da decenni impegnato nello studio dei movimenti degli studenti, avverte però che l’attuale confronto rischia di diventare sempre più difficile da contenere.


Lo scontro alza il prezzo politico

Morder, coautore del saggio “Quand les lycéens prenaient la parole”, osserva che l’inasprimento del conflitto tende a moltiplicare le richieste avanzate dalle parti. «Più sale il livello dello scontro, più aumentano anche le richieste, perché nessuno vuole perdere la faccia», spiega il sociologo.

La dinamica descritta rende più complesso qualsiasi arretramento: con il crescere della tensione, ogni concessione può essere letta come una vittoria e ogni passo indietro come una perdita di autorità. Da qui il rischio che la protesta, invece di esaurirsi, coinvolga un numero maggiore di persone.

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Nella polizia emergono nuove tensioni

L’analisi di Morder non riguarda soltanto gli studenti. Il sociologo sostiene che anche all’interno della polizia si stia manifestando un cambiamento, con una parte degli agenti orientata verso il Rassemblement National.

Secondo la sua lettura, alcuni di questi operatori potrebbero già percepirsi come vicini al potere. È un elemento che aggiunge una dimensione politica alla crisi e contribuisce a rendere ancora più delicato il rapporto tra le autorità e il movimento nato nei licei.

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