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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Francesca Michielin attraversa il buio con sei nuove canzoni

Il progetto esce il 30 ottobre e racconta streghe, dee e figure femminili tra paura, desiderio e liberazione.

Francesca Michielin pubblicherà il 30 ottobre “Magia Bianca, Magia Nera”, progetto composto da sei brani dedicati ad altrettante figure femminili. Il disco accompagnerà l’artista verso il Tour nei Teatri, previsto da novembre.

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Sei figure tra mito e musica

Il nuovo lavoro porta il pop in un immaginario notturno popolato da mistiche, divinità, streghe e cavalieri. Ogni canzone si lega a un simbolo: Hildegard von Bingen ispira “Viriditas”, mentre Ecate è al centro di “Hexoria”, brano sul viaggio nell’aldilà e sul ritorno.

In “Danza Macabra” compare una ragazza solitaria che balla con gli scheletri. “Esperienza Estatica” propone invece il punto di vista di un’ex alchimista e mistica, rivolta a un bardo al quale chiede un amore libero dall’apparenza. Gli altri due episodi sono “La mia ragazza”, dedicato a una Katherina prima fraintesa e poi liberata, e “Una spada nella roccia”, dove l’amore non si conquista con la forza.


Il buio come forma di libertà

Rispetto al primo capitolo, associato alla luce, il nuovo disco esplora l’oscurità come luogo di consapevolezza. Michielin presenta il buio non come un ostacolo da cancellare, ma come uno spazio da attraversare per trasformare le fragilità in energia.

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Il percorso artistico si accompagna al rifiuto dei ruoli imposti e della necessità di apparire sempre composta. Il finale dei brani conduce verso una vicinanza più autentica, invece che verso l’obbligo di mostrarsi invulnerabili.


Le parole di Michielin

Presentando il progetto, la cantante ha collegato il tema del controllo sociale alla ricerca di bersagli su cui scaricare paure e tensioni. Nel suo ragionamento ha citato streghe, persone omosessuali e migranti come categorie trasformate, in epoche diverse, in capri espiatori.

Michielin ha spiegato di preferire il rischio artistico anche quando può comportare una minore esposizione. Ha inoltre ricordato il marito ai tempi del liceo, descrivendolo come un campione e come “il mito della scuola”, immagine personale accostata al racconto pubblico del nuovo lavoro.

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