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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Flydubai, il mistero del copilota: indaga anche lo Shin Bet

Hammam Al-Hammami avrebbe parlato di Gaza e del desiderio di morire da martire; gli investigatori analizzano il suo telefono e i viaggi all’estero

Le autorità israeliane cercano di chiarire se il tentato dirottamento di un aereo Flydubai sia stato l’azione isolata di Hammam Al-Hammami oppure il risultato di un possibile reclutamento. Negli Emirati, intanto, l’equipaggio è stato ascoltato dagli investigatori e non è considerato coinvolto nel piano.


L’indagine segue nuove piste

La censura militare israeliana ha autorizzato la diffusione della notizia secondo cui anche lo Shin Bet sta prendendo parte agli accertamenti sul caso. Gli investigatori stanno esaminando il telefono del pilota omanita, del quale avrebbero acquisito tutti i contenuti, alla ricerca di contatti, messaggi o altri elementi utili a ricostruire la preparazione dell’azione.

Un ulteriore fronte riguarda i viaggi compiuti da Al-Hammami negli ultimi anni. Durante una riunione del gabinetto di sicurezza, un rappresentante del Mossad avrebbe riferito ai ministri che il pilota aveva visitato più volte Paesi considerati ostili o nemici di Israele, sebbene per periodi brevi. Gli inquirenti stanno verificando se in quelle occasioni possa essere stato avvicinato, condizionato o coinvolto da singole persone o organizzazioni.


La confessione su Gaza

Secondo quanto riferito da Channel 12, il 29enne avrebbe motivato il gesto durante l’interrogatorio negli Emirati con parole esplicite: «L’ho fatto per vendicare Gaza, volevo morire da martire». La dichiarazione rappresenta uno degli elementi centrali raccolti finora dagli investigatori, che devono ancora stabilire l’eventuale presenza di mandanti o fiancheggiatori.

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L’ipotesi di un’azione coordinata resta quindi tra gli aspetti da chiarire. Le autorità israeliane e quelle emiratine stanno mettendo in relazione il contenuto del dispositivo, gli spostamenti internazionali del pilota e le circostanze del tentato dirottamento.


Equipaggio escluso dal piano

Le autorità degli Emirati hanno interrogato anche gli assistenti di volo presenti a bordo del velivolo. Al termine degli accertamenti, gli investigatori hanno escluso che fossero complici o che avessero cercato di agevolare l’azione attribuita al pilota.

Gli assistenti di volo avrebbero raccontato di essere rimasti confusi e disorientati durante l’episodio, negando però qualsiasi partecipazione al progetto. La loro testimonianza viene ora valutata insieme agli altri elementi dell’inchiesta.

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