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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Figc, Aic e Aiac sostengono Galliani per la presidenza

Le associazioni hanno raccolto le firme: il voto federale è fissato per il 14 dicembre

Adriano Galliani è candidato alla presidenza della Figc. Aic e Aiac hanno raccolto le firme necessarie per presentarlo all’assemblea elettiva del 14 dicembre 2026.

La scelta rompe l’orientamento espresso nei mesi scorsi a favore di Giovanni Malagò e assegna, secondo le stime riportate, circa il 30% dei voti all’ex dirigente del Milan.

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La candidatura sostenuta dalle associazioni

In una nota congiunta, l’Associazione Italiana Calciatori e l’Associazione Italiana Allenatori Calcio hanno motivato il sostegno richiamando la carriera, l’esperienza e i risultati ottenuti da Galliani. Le due organizzazioni lo considerano una possibilità per avviare un percorso federale aperto alle riforme.

«Un’opportunità importante in termini di valore di scelta, per storia, esperienza e risultati sul campo ottenuti dal dirigente Galliani», hanno scritto Aic e Aiac nel comunicato. Le associazioni auspicano inoltre che questa posizione venga condivisa dalle altre componenti del calcio italiano.

La candidatura arriva dopo il mancato tesseramento che aveva portato al commissariamento della Figc e alla nomina di Malagò come commissario. Il passaggio è stato letto come un cambio di alleanze rispetto all’appoggio inizialmente manifestato nei confronti dell’attuale gestione.


Le reti di potere nel calcio

La decisione riporta al centro il peso delle associazioni di categoria e dei rapporti costruiti negli anni tra incarichi, corsi e accordi. Tra gli esempi viene ricordato il protocollo firmato nel giugno 2021 da Aic e Adise, l’Associazione Direttori Sportivi e Segretari, per collaborare alla formazione dei direttori sportivi e degli ex calciatori.

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L’intesa era stata sottoscritta durante la presidenza federale di Gabriele Gravina, mentre l’Italia di Roberto Mancini disputava l’Europeo poi vinto. Il sistema viene descritto come una rete di interessi e competenze che comprende anche linee guida, attività didattiche e controllo dei settori giovanili.


Tecnica e formazione degli allenatori

Un altro punto riguarda il modello di preparazione degli allenatori, soprattutto nei vivai. Nel testo viene criticato l’eccessivo spazio riservato alla teoria, con corsi e materiali dedicati a schemi, traiettorie e principi di gioco, a discapito del lavoro pratico con il pallone.

A questa impostazione viene collegata la perdita di qualità tecnica del calcio italiano, insieme alla presenza crescente di giocatori stranieri anche nei settori giovanili. Malagò avrebbe provato a intervenire proprio su questi aspetti, puntando sul ritorno alla tecnica di base e su controlli più incisivi.


Le richieste per i giovani

Durante un’audizione al Senato del 24 settembre 2026, il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno aveva chiesto incentivi e risorse aggiuntive per i giovani. Tra le proposte citate figuravano il recupero dei campi di quartiere, prendendo spunto dall’esperienza spagnola, e maggiori finanziamenti per il calcio femminile.

Le altre leghe dovranno ora chiarire la propria posizione, compresa quella dei Dilettanti guidata dall’ex candidato Giancarlo Abete. Sullo sfondo resta la contrapposizione tra chi sostiene Galliani e chi aveva appoggiato Malagò, in una corsa elettorale che ha già prodotto il primo cambio di schieramento.

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