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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Fiamme al Nido di Hitler: il sospetto finisce in ospedale

Il celebre edificio sull’Obersalzberg è stato colpito da un secondo rogo: un 33enne è stato fermato, mentre i danni potrebbero ammontare a milioni di euro.

Il Nido dell’Aquila, l’ex residenza di Adolf Hitler sulle montagne bavaresi, è stato nuovamente interessato da un incendio. Le fiamme sono state domate dai soccorritori, intervenuti dopo il rogo divampato tra venerdì e sabato a oltre 1.800 metri di quota sull’Obersalzberg.

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Il sospetto trasportato in ospedale

La Polizia della Baviera ha fermato un tedesco di 33 anni, ritenuto possibile responsabile dell’incendio. L’uomo, che viaggiava in motocicletta, avrebbe incrociato i veicoli di emergenza diretti verso l’edificio e sarebbe rimasto ferito, tanto da rendere necessario il trasferimento in ospedale.

Secondo una prima valutazione comunicata dalla Procura, il 33enne presenterebbe problemi di salute mentale. Le autorità stanno ora verificando il suo eventuale coinvolgimento nell’origine delle fiamme e ricostruendo la dinamica dell’accaduto.

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Un edificio quasi distrutto

Il rogo ha provocato danni ingenti e, stando alle prime stime, potrebbe costare milioni di euro. Un portavoce della Polizia bavarese ha riferito che la struttura «è tornata a bruciare», confermando il nuovo intervento dei Vigili del Fuoco.

Il complesso era rimasto chiuso venerdì e non risultano persone ferite tra visitatori o addetti. Dal 1952 il Nido dell’Aquila ospita un ristorante; al momento dell’incendio era inoltre presente un’esposizione dedicata alla storia del luogo, oggi quasi interamente devastato dalle fiamme.

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