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Attualità 2 min di lettura12 ott

Fabio De Luigi, il retroscena del 6 in matematica: «Era uno scambio

Dopo 25 anni lontano dai teatri, l’attore torna sul palco con BIOL – In Carne e Ossa, tra ricordi familiari, improvvisazione e comicità.

Per Fabio De Luigi il ritorno al teatro passa anche dai ricordi scolastici e da una curiosa trattativa con il professore di matematica. L’attore ha raccontato che riusciva a ottenere la sufficienza grazie alle imitazioni della docente di italiano, trasformando quello che definisce il suo primo “voto di scambio” in un aneddoto da portare sul palco.

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Il ritorno dopo 25 anni

Dopo un’assenza durata un quarto di secolo, De Luigi è tornato a esibirsi dal vivo con “BIOL – In Carne e Ossa”. Lo spettacolo, nato dalla collaborazione con Paolo Cananzi, attraverserà diverse città italiane fino al 6 novembre e ha già registrato il tutto esaurito per tutte le date annunciate.

La formula si fonda sul rapporto diretto con il pubblico. Monologhi, episodi personali e momenti improvvisati si alternano in una rappresentazione che cerca un equilibrio tra risata e dimensione poetica, senza trasformarsi nella semplice cronaca della vita dell’artista.


La commedia come difesa

De Luigi ha spiegato di aver costruito un lavoro capace di rispecchiarlo, pur senza mettere in scena la propria biografia in modo letterale. Il materiale arriva soprattutto da ricordi familiari e situazioni anche destabilizzanti, rielaborati attraverso la comicità: «Il filtro della commedia può essere applicato a tutto, oltre ad essere una potentissima arma di difesa: io ce l’ho e la uso».

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Nel racconto della sua infanzia pesa anche il ruolo di ultimo figlio, arrivato nove anni dopo il precedente. L’attore ricorda quella posizione come una condizione favorevole, perché gli avrebbe garantito una particolare libertà: in famiglia era il bambino tranquillo solo in apparenza, silenzioso ma pieno di irrequietezza.


Quel sei strappato con un’imitazione

A scuola, ha ammesso De Luigi, la matematica rappresentava un terreno quasi sconosciuto. La sufficienza, però, arrivava ugualmente: il professore gli assegnava il 6 dopo averlo ascoltato imitare l’insegnante di italiano, della quale apprezzava evidentemente la caricatura.

Raccontando oggi quell’episodio, l’attore lo ha definito con ironia una forma di “voto di scambio”. Ha aggiunto di poter finalmente rendere pubblico il ricordo senza temere conseguenze legali, presentandolo come uno degli episodi capaci di mostrare il suo modo di osservare il passato: con leggerezza, ma anche con una vena surreale.

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