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Attualità 3 min di lettura14 ott

Ex Ilva, il lavoro riparte: date e numeri del piano per Taranto e Genova

I commissari escludono la chiusura dei tre impianti e preparano il rientro dei dipendenti in cassa integrazione, mentre Novi Ligure resta il nodo più complesso.

A Genova gli operai tornano in fabbrica dopo tre giorni di protesta, mentre per Taranto sono già stati fissati ordini, date di lavorazione e richiami del personale. La nota diffusa il 14 ottobre dai commissari straordinari di Adi in amministrazione straordinaria esclude la chiusura di Taranto, Genova e Novi Ligure: le eventuali pause tecniche, spiegano, rientrano in un programma di continuità produttiva.

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Il piano evita lo stop degli impianti

L’obiettivo dichiarato è contenere l’impatto della riduzione dei volumi, proteggendo quanto più possibile l’occupazione e le aziende dell’indotto. A Taranto e Genova il programma prevede il rientro dalla Cigs dei lavoratori indispensabili alle attività; per Novi Ligure si cerca una soluzione analoga.

I commissari precisano che le interruzioni tra una fase produttiva e la successiva non equivalgono alla cessazione dell’attività. Il calendario, tuttavia, comprende periodi di fermata legati all’esaurimento dei materiali disponibili o alla necessità di predisporre gli impianti per le lavorazioni successive.


Taranto riparte con 365mila tonnellate

Nel sito pugliese il piano si fonda sulla laminazione per conto di altre imprese siderurgiche. Sono stati sottoscritti accordi con tre società, per ordini complessivi pari a circa 365.000 tonnellate di bramme, mentre hanno già ripreso servizio gli addetti agli impianti marittimi e al trasporto ferroviario.

Nei primi giorni di novembre è previsto il rientro degli addetti a esercizio e manutenzione del Treno Nastri 2. La laminazione dovrebbe svolgersi dal 10 novembre al 14 dicembre, con la messa in sicurezza delle strutture entro il 19 dicembre; una nuova tornata di attività è programmata dal 7 gennaio 2027 per l’intero mese. I commissari puntano inoltre ad aumentare gli ordini e a raggiungere nuovi accordi per coprire il primo semestre del 2027.


Genova riparte dopo la pausa tecnica

A Cornigliano le linee dedicate a zincato, decapato e banda stagnata resteranno operative con il personale fino alla fine di novembre 2026. Sono in corso trattative avanzate con operatori esterni per forniture e lavorazioni per conto terzi, con l’intenzione di chiudere le intese entro una decina di giorni.

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Il progetto prevede 35.000 tonnellate mensili di rotoli d’acciaio: 25.000 destinati a zincato e decapato e 10.000 alla banda stagnata. Il richiamo degli addetti necessari è indicato dall’11 gennaio 2027. Tra la fine delle scorte, attesa a novembre, e la ripresa delle lavorazioni ci sarà una sospensione di alcune settimane, che i commissari definiscono tecnica e non coincidente con una chiusura.

La mobilitazione dei lavoratori genovesi si è conclusa con il rientro in fabbrica. Armando Palombo, rappresentante della Rsu Fiom Cgil, ha spiegato che il rischio della cassa integrazione a zero ore da metà novembre è stato per ora scongiurato: «Abbiamo chiesto rotoli, abbiamo chiesto lavoro e si va a lavorare».


Novi Ligure cerca ancora una soluzione

Per Novi Ligure resta aperto il problema della disponibilità di rotoli con caratteristiche compatibili con la laminazione. I commissari affermano di conoscere le difficoltà vissute dai dipendenti e assicurano che stanno lavorando a un piano simile a quelli predisposti per Taranto e Genova.

La previsione indicata è di arrivare, con ragionevole probabilità, a una soluzione entro il primo trimestre del 2027. Fino ad allora, il reperimento del materiale adatto rappresenta il principale ostacolo alla definizione del percorso produttivo dello stabilimento.

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