Evacuati da Oleshky dopo mesi di fame e bombardamenti
Migliaia di persone hanno raggiunto la regione di Chernihiv dopo mesi di assedio e carenze alimentari
Migliaia di civili hanno lasciato Oleshky, nella regione ucraina di Kherson, e hanno raggiunto la regione di Chernihiv. L’evacuazione è avvenuta dopo mesi di combattimenti, fame e isolamento.
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L’accoglienza in Crimea
La mediatrice russa per i diritti umani Yana Lantratova ha riferito che una parte degli abitanti ha scelto di trasferirsi in Russia. In un video diffuso sabato, la funzionaria compare a Simferopoli, in Crimea, mentre riceve persone presentate come uomini, donne e bambini arrivati da Oleshky.
Kiev non ha ancora fornito il bilancio definitivo dell’operazione, così come Mosca. Prima dell’avvio delle partenze, nella città sarebbero rimasti circa 2.000 residenti, contro i 24.000 presenti prima dell’inizio della guerra.
Il ritorno dai familiari
Gli autobus con gli evacuati sono arrivati lungo una strada nel bosco, dove ad attenderli c’erano parenti e amici. Molti hanno stretto a sé i propri cari dopo anni di separazione, tra pianti, urla di gioia e momenti di sollievo.
La 19enne Ielyzaveta Palii ha così riabbracciato il padre, che non vedeva dalla fine di gennaio 2024. In quell’occasione la ragazza aveva lasciato Oleshky insieme alla madre e alla sorella, mentre l’uomo era rimasto in città.
Fame e negozi chiusi
Il padre di Ielyzaveta ha raccontato che gli abitanti erano ormai costretti a percorrere grandi distanze per trovare qualcosa da mangiare, anche a piedi o in bicicletta, nonostante i rischi. «È da quasi un anno che non abbiamo più cibo», ha detto descrivendo la situazione vissuta dalla popolazione.
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Valera, 29 anni, ha spiegato che i bombardamenti sono aumentati nel corso dell’anno e che le vie di accesso sono state minate. La chiusura dei negozi ha aggravato l’emergenza: «Mangiavamo tutto ciò che riuscivamo a trovare, alcuni sono arrivati persino a nutrirsi di cani». L’uomo ha aggiunto di essere riuscito a resistere anche grazie a un piccolo orto.
Mine lungo le strade
Oleshky si trova vicino al Dnipro, che in quel tratto coincide con la linea del fronte. Fino alla tregua, l’ingresso e l’uscita dalla città erano esposti ai droni di entrambi gli schieramenti, mentre diversi percorsi risultavano contaminati dalle mine.
Alcuni residenti hanno tentato di raggiungere a piedi Radensk, riuscendo nell’impresa ma trovando prezzi molto elevati. Anche i rifornimenti destinati all’ospedale si sono interrotti: secondo la madre di Daryna Gontcharova, 40 anni, per un periodo il cibo veniva trasportato dalle ambulanze, poi anche quei viaggi sono diventati troppo pericolosi a causa degli ordigni.
L’evacuazione dopo la tregua
Le partenze sono cominciate dopo l’annuncio del cessate il fuoco attribuito alla First Lady statunitense Melania Trump. L’evacuazione era stata sollecitata anche da Papa Leone XIV durante una telefonata con Vladimir Putin.
Daryna Gontcharova ha aspettato l’arrivo dei genitori, dai quali era separata dal 2022. Per chi è rimasto a Oleshky, l’uscita dalla città ha rappresentato la fine di un periodo segnato dall’assedio e dalla mancanza di beni essenziali.
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