Europa senza padrini: il messaggio degli italiani su Kiev e armi
L’indagine su 908 cittadini fotografa un Paese vicino all’Ucraina ma cauto sul coinvolgimento militare, con una forte richiesta di autonomia europea.
Il rapporto tra sostegno politico e impegno concreto emerge come il punto più delicato dell’opinione pubblica italiana. Il 43,2% degli intervistati riconosce le ragioni dell’Ucraina, ma soltanto il 21,5% indica gli aiuti militari come risposta preferibile alla guerra. La quota più alta, pari al 30,4%, sceglie invece l’appoggio economico e umanitario, mentre il 23,8% vorrebbe tenere l’Italia completamente fuori dal conflitto.
Il quadro arriva dall’indagine «L’anima politica degli italiani», curata da Antonio Preiti e promossa da Associazione Libertà Eguale e Fondazione Magna Carta. La ricerca, realizzata da Sociometrica e FieldCare su 908 cittadini, ha esplorato diciotto questioni internazionali e interne in vista dei temi che il Parlamento del 2027 sarà chiamato ad affrontare.
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Kiev convince, le armi molto meno
Nel giudizio sulle responsabilità del conflitto, il 23% si schiera pienamente con Kiev, mentre un ulteriore 20,2% ne riconosce le ragioni ma chiede realismo. Solo il 4,5% attribuisce ragione alla Russia; il 25,6% considera invece equivalenti le responsabilità delle due parti.
La posizione cambia quando la domanda riguarda le iniziative da assumere. Il consenso al sostegno economico e umanitario supera quello per le forniture militari, e quasi un intervistato su quattro rifiuta qualsiasi coinvolgimento. Ne risulta un orientamento favorevole all’Ucraina sul piano delle ragioni, ma assai più cauto quando si parla di armi e partecipazione diretta.
L’Europa diventa la scelta autonoma
Sul piano geopolitico, la risposta più forte riguarda il ruolo dell’Europa. Il 39,8% vorrebbe un’Italia «totalmente con l’Europa, in totale autonomia da chiunque», una formula che raccoglie circa il doppio dei consensi rispetto all’opzione di un Paese vicino sia all’Unione europea sia agli Stati Uniti, ferma al 19,2%.
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Le ipotesi di un avvicinamento a Russia o Cina, considerate insieme, restano sotto il 3,5%. Per gli intervistati, dunque, l’Europa non appare soltanto come un’alleanza da sostenere, ma come lo spazio nel quale costruire una maggiore autonomia internazionale.
Difesa comune, ma senza dipendenze
Il 60,6% approva la creazione di una difesa europea comune. Tra questi, il 39,5% ritiene che debba essere completamente indipendente dagli Stati Uniti, mentre il 19,5% si dichiara contrario: il rapporto tra favorevoli e contrari è quindi vicino a tre a uno.
L’indagine restituisce così un elettorato meno diviso rispetto alla classe politica sui grandi orientamenti. Accanto all’europeismo e all’attenzione per la sicurezza, emergono il favore per un’immigrazione governata e la richiesta che gli schieramenti trovino intese sulle questioni considerate decisive.
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