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Attualità 1 min di letturaAggiornato 1 ora fa

Europa, riserve di gas ai minimi dal 2013

L’Agenzia internazionale dell’energia avverte: domanda elevata e forniture vulnerabili potrebbero tenere sotto pressione il mercato fino al 2027

Aggiornamento delle 11:09

Le simulazioni dell’Aie indicano che, con temperature inferiori alla media e flussi di Gnl ancora interrotti nello Stretto di Hormuz, gli stoccaggi Ue potrebbero scendere sotto il 10% della capacità operativa entro fine marzo 2027. Sotto il 30%, però, la velocità di estrazione dagli impianti tende a ridursi, aumentando l’esposizione a nuove ondate di gelo, guasti o interruzioni. La ricostituzione delle riserve nell’estate 2027 potrebbe così prolungare le tensioni sul mercato.

Le riserve europee di gas naturale sono ai livelli più bassi da oltre dieci anni all’inizio della stagione del riscaldamento.

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Pressioni sul mercato globale

L’Agenzia internazionale dell’energia ritiene necessario rafforzare la collaborazione tra i Paesi per proteggere la sicurezza delle forniture. Secondo l’organismo, la maggiore flessibilità dei contratti e l’incremento dei carichi di gas naturale liquefatto provenienti soprattutto dal Nord America stanno attenuando gli effetti delle interruzioni nello Stretto di Hormuz.

Tra marzo e ottobre, tuttavia, le spedizioni di gas naturale liquefatto da quell’area si sono quasi fermate. La contrazione ha portato i prezzi ai valori più elevati dalla crisi del gas del 2022-2023, nonostante l’apporto di altre aree produttrici.


Le scorte europee

Nel rapporto appena diffuso, l’Agenzia segnala che i depositi dell’Unione europea hanno iniziato il periodo invernale con quantità inferiori a quelle registrate dal 2013. La situazione aumenta la dipendenza del continente dagli acquisti sul mercato internazionale proprio quando i consumi tendono a crescere.

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Gli analisti avvertono che un inverno più freddo delle attese o un nuovo blocco delle forniture esporrebbe la regione a rischi particolari. «Se l’inverno dovesse rivelarsi più rigido del previsto, o se si verificasse un’interruzione nelle forniture, la regione si troverebbe in una condizione di particolare vulnerabilità», hanno scritto i ricercatori.


Domanda e offerta nel 2026

La necessità di ricostituire gli stoccaggi potrebbe mantenere sostenuta la richiesta di gas fino all’estate del 2027. Per l’Agenzia, questo fabbisogno aggiuntivo rischia di prolungare la tensione sui mercati internazionali.

Per il 2026, il rapporto stima una diminuzione del 3% nella disponibilità mondiale di gas naturale liquefatto, mentre i consumi di gas dovrebbero ridursi di circa l’1,5%. Il calo della domanda è legato anche alla debolezza dell’attività industriale europea e alla sostituzione del gas con il carbone nella produzione elettrica di vari Paesi asiatici.

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