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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Europa, l’allarme cambia livello: il piano Ue dopo un attacco russo

Bruxelles valuta una risposta comune nel caso di un’azione russa con vittime, mentre aumentano gli episodi considerati minacce dirette alla sicurezza europea.

Le democrazie del continente devono prepararsi a fronteggiare minacce sempre più numerose, anche attraverso strumenti capaci di garantire una reazione collettiva e rapida. Il commissario europeo alla Giustizia Michael McGrath ha spiegato che l’Unione sta potenziando sia la prevenzione sia la capacità di intervenire quando la tenuta democratica viene messa sotto pressione.

A rendere più concreto il timore di un’escalation contribuiscono gli avvertimenti arrivati nelle ultime ore dall’Ucraina. Volodymyr Zelensky sostiene che Mosca stia predisponendo un’operazione militare su larga scala, mentre i raid contro Kiev e altre città ucraine proseguono senza sosta.


Il rischio non resta confinato all’Ucraina

Poco prima, il capo dei servizi tedeschi Martin Jaeger aveva lanciato un allarme sulla possibilità che la Germania venga coinvolta a breve in «un conflitto violento con la Russia». La valutazione riflette la crescente preoccupazione per attività che, secondo diversi governi, potrebbero oltrepassare il perimetro della pressione indiretta esercitata finora da Mosca.

Nella notte successiva, due navi mercantili sono state colpite da droni mentre navigavano in acque bulgare del Mar Nero. Alcuni membri degli equipaggi risultano dispersi e Kiev ha attribuito l’azione alla Russia, sostenendo quindi che l’episodio si sia verificato in uno spazio europeo.


Bruxelles prepara una risposta comune

In questo quadro, i governi dell’Unione stanno valutando come reagire a un eventuale attacco capace di provocare numerose vittime. Tra le ipotesi esaminate figurano un canale urgente tra leader e istituzioni, sostegni economici al Paese colpito e l’invio di unità specializzate per intervenire rapidamente.

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L’idea di un «protocollo di sicurezza d’emergenza» era stata indicata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il discorso sullo stato dell’Unione. Il progetto nasce dalla convinzione che le iniziative russe siano diventate più aggressive, ma non raccoglie un consenso unanime: alcuni governi temono infatti che una struttura europea possa sovrapporsi alle competenze della Nato.


L’allerta dopo il caso di Lipsia

Il livello di attenzione è aumentato anche in seguito al ritrovamento, all’aeroporto di Lipsia, di droni con esplosivo. I servizi tedeschi hanno ricondotto il tentativo di attacco alla Russia e, da quel momento, i confronti tra le capitali dell’Unione si sono intensificati.

Una riunione riservata degli ambasciatori dei 27 si sarebbe svolta a Bruxelles mercoledì scorso. L’obiettivo era esaminare le possibili contromisure nel caso di un’azione particolarmente grave sul territorio europeo, mentre tra i diplomatici cresce la convinzione che uno scenario con vittime non possa più essere considerato remoto.

Un rappresentante europeo ha sintetizzato così il timore emerso nei colloqui: «Dobbiamo essere pronti per qualcosa di grave». A suo giudizio, l’episodio di Lipsia ha mostrato che un attacco con conseguenze molto serie non è un’ipotesi da escludere; un altro funzionario ha sostenuto che, considerando ampiezza e intensità delle operazioni russe, «ci saranno presto vittime», definendo fortunato il fatto che ciò non sia ancora accaduto.

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