Europa cerca una voce per Putin, mentre Trump riattiva Starlink
Il presidente ceco Petr Pavel sollecita un mandato comune europeo per il dialogo con Mosca, mentre la rete satellitare torna operativa per le forze ucraine.
L’Unione europea deve individuare rapidamente chi possa parlare con Vladimir Putin a nome del continente. Petr Pavel, presidente della Repubblica Ceca, sostiene che il Cremlino non riconosca più un’autorità europea con cui confrontarsi e invita i governi a scegliere una persona, o una squadra, dotata di un mandato condiviso.
L’urgenza è aumentata dopo la missione in Russia di Steve Witkoff, inviato di Donald Trump. A Mosca, il rappresentante statunitense avrebbe avanzato la proposta di un incontro a tre fra Trump, Volodymyr Zelensky e Putin, con l’obiettivo di avviare un percorso verso il cessate il fuoco.
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Pavel chiede un mandato europeo
Secondo Pavel, l’assenza di un interlocutore riconosciuto indebolisce il peso politico dell’Europa. In un’intervista, ha osservato: «Il presidente Putin non tiene in alcun conto l’Ue come autorità».
Il leader ceco ha citato anche i rapporti interrotti o mai consolidati con Ursula von der Leyen, Kaja Kallas ed Emmanuel Macron. A suo giudizio, Bruxelles dovrebbe «identificare una persona o un gruppo di persone che parlino per l’Europa», anche senza scegliere necessariamente esponenti formali dell’Ue o della Nato, purché dispongano dell’autorizzazione degli altri governi.
Kiev ritrova la rete satellitare
Sul fronte militare, l’Ucraina ha recuperato l’accesso alla rete Starlink dopo l’intervento richiesto da Trump a Elon Musk. Il presidente americano avrebbe contattato il fondatore di SpaceX per ottenere il ripristino del servizio, ritenuto essenziale dalle forze ucraine per le comunicazioni e per l’impiego dei droni.
Alla Casa Bianca, Trump non ha chiarito se la telefonata a Musk sia partita direttamente da lui. Ha però confermato il risultato: «Il mio rapporto con Elon è ottimo. L’ho chiamato? Non ne voglio parlare. Ho chiamato io, ha chiamato qualcun altro... Il dato di fatto è che lo ha riacceso».
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Lo scontro tra Trump e Zelensky
Nei giorni precedenti, Zelensky aveva segnalato un rallentamento di Starshield, la versione destinata all’uso militare della tecnologia satellitare. La riduzione del servizio aveva limitato le azioni dei droni ucraini oltre la linea del fronte, rendendo più difficili gli attacchi contro obiettivi situati in profondità sul territorio russo.
Musk aveva ricondotto la questione alle decisioni dell’amministrazione statunitense, mentre Trump aveva escluso un proprio coinvolgimento diretto. Il successivo contatto fra i due sembra aver riportato temporaneamente la vicenda sotto controllo.
Il nodo delle sanzioni a Mosca
Il ritorno operativo di Starlink arriva in una fase delicata per i rapporti fra Kiev e Washington. Zelensky ha respinto l’idea di un conflitto personale con Trump, ma ha criticato la crescente sintonia del presidente americano con Putin e l’intesa sulla fornitura di combustibile russo agli Stati Uniti, insieme alla sospensione delle sanzioni contro Mosca.
In un’intervista, il presidente ucraino ha sostenuto che assecondare Putin finirebbe per rafforzarlo e ha accusato Trump di essersi collocato «dalla parte sbagliata della storia». Zelensky ha inoltre indicato Abu Dhabi come possibile sede di un incontro trilaterale e ha affermato che Trump avrebbe gli strumenti per convincere il leader russo a sedersi al tavolo dei negoziati, usando con Mosca la stessa fermezza mostrata nei confronti di Kiev.
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