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Attualità 3 min di lettura56 min fa

Ets2, la spinta di Meloni non basta: niente rinvio, ma arriva il compromesso

L’Italia ottiene una verifica sugli effetti del nuovo mercato della CO₂, mentre restano aperti il dossier sulla flessibilità e il confronto con Madrid sui migranti.

Il nodo più delicato del Consiglio europeo riguarda l’impatto dell’Ets2 sull’industria, ma la richiesta italiana di rinviare l’entrata in vigore non passa. Roma porta comunque a casa l’impegno a esaminare gli effetti del sistema e le possibili garanzie, mentre sul fronte migratorio il confronto con la Spagna si chiude con una proroga di 7 giorni dell’alt a Schengen.

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L’industria resta il punto critico

Giorgia Meloni ha concentrato il suo intervento sui costi dell’energia e sul rischio che le nuove regole sulle emissioni aggravino la perdita di competitività del sistema produttivo europeo. Al termine di un confronto durato circa tre ore, poi interrotto e ripreso, la premier ha avvertito che l’industria rischia di essere “massacrata” se il percorso non verrà corretto.

A sostegno della posizione italiana, Meloni e Andrej Babiš hanno presentato alcuni dati. Un primo grafico, costruito utilizzando le informazioni dell’Agenzia europea dell’ambiente, mette a confronto la diminuzione delle emissioni soggette all’Ets con l’aumento dei prezzi registrato dal 2020. Un secondo elaborato di Eurostat segnala invece il calo del peso dell’industria sul Pil europeo dal 2021: i comparti della chimica e dei fertilizzanti hanno perso il 31%, l’acciaio il 16% e il vetro il 10%.


Il compromesso evita il rinvio

Sul dossier Roma ha trovato sostegno soprattutto nei Paesi del gruppo Visegrad, formato da Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia. La richiesta di posticipare l’Ets2 non ha però ottenuto il consenso necessario, anche perché Francia e Germania hanno mantenuto un atteggiamento prudente: non hanno contestato apertamente la proposta italiana, ma nemmeno l’hanno appoggiata.

L’intesa finale prevede che venga assicurato il corretto funzionamento del mercato del carbonio e che siano rivalutati tutti gli effetti dell’Ets2, con particolare attenzione alla sua struttura e alle misure di tutela. Non è dunque arrivato il rinvio auspicato da Meloni, ma la questione non è stata accantonata. Nel frattempo, l’Esma ha escluso l’ipotesi di manipolazioni speculative sui prezzi delle emissioni.

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Flessibilità e conti pubblici

La presidente del Consiglio ha sollevato anche il tema di una maggiore elasticità nell’applicazione della regola sulla spesa prevista dal Patto di stabilità. La richiesta italiana si basa sulla necessità di considerare adeguatamente i cosiddetti fattori rilevanti, soprattutto in una fase ancora segnata dall’inflazione.

Un ulteriore punto riguarda l’utilizzo dell’extragettito Iva. L’Italia vorrebbe impiegarlo per attenuare l’aumento del costo della vita per famiglie e imprese, invece di destinarlo interamente alla riduzione del debito. Ursula von der Leyen non ha preso posizione durante la riunione, ma i servizi della Commissione stanno analizzando la questione. Sullo sfondo resta la cautela necessaria per non dare segnali di allentamento dei conti in una fase di tensione sui mercati.


Roma e Madrid, confronto sui migranti

Parallelamente al negoziato economico, il governo italiano ha avuto un confronto con la Spagna sulla gestione dei flussi migratori. Roma ha chiesto che nei documenti europei venisse inserito anche il riferimento ai fattori di attrazione, cioè agli elementi che possono incentivare le partenze.

Il tema ha alimentato la contrapposizione con Madrid e si è intrecciato con la decisione di prorogare per altri 7 giorni l’alt a Schengen. Nel corso del vertice Meloni ha inoltre incontrato Santiago Abascal, in un contesto politico europeo segnato da posizioni divergenti sia sull’immigrazione sia sulle regole economiche.

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