Eralp teme minacce, tensione nella coalizione di Berlino
La candidata della Linke valuta azioni legali dopo la pubblicazione di frasi sulla sicurezza sua e dei familiari
Elif Eralp, candidata della Linke alla guida di Berlino, ha denunciato timori per la propria incolumità e quella dei familiari. Le sue parole hanno aperto una crisi politica attorno alla possibile formazione del governo regionale.
Lancome
-20% sui pacchetti da Lancôme
La replica della candidata
Eralp ha annunciato l'intenzione di agire legalmente contro lo Spiegel, accusato di avere diffuso passaggi riservati dell'intervista durante la fase di revisione. Le frasi pubblicate riguardavano la paura di alcuni simpatizzanti filopalestinesi vicini ad ambienti considerati terroristici.
In una dichiarazione, la candidata ha assicurato: «La sicurezza della città avrà assoluta priorità». Senza entrare nel merito dell'articolo, ha aggiunto di non voler cedere alle intimidazioni.
Anche nel Partito socialdemocratico sono emerse perplessità. Karl Lauterbach ha invitato il suo partito a interrompere il percorso verso un'intesa con la Linke a Berlino, sostenendo che chi teme minacce potrebbe non essere nelle condizioni di assumere una responsabilità istituzionale di quel livello.
I negoziati per il governo
La vicenda arriva mentre la Linke tratta con Spd e Verdi per costruire una maggioranza nella capitale tedesca. Da settimane il partito viene criticato per non avere preso una posizione considerata sufficientemente netta contro l'antisemitismo.
Le nuove rivelazioni hanno alimentato dubbi sulla capacità di Eralp di gestire la sicurezza della città. Alcuni esponenti politici, compresi possibili alleati, hanno letto i timori espressi nell'intervista come un possibile punto di vulnerabilità e come un rischio di pressioni o ricatti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il passaggio contestato era contenuto nelle bozze sottoposte all'approvazione dell'intervistata. Nella versione pubblicata, invece, quel riferimento non sarebbe dovuto comparire: Eralp vi dichiarava di avere paura di alcuni sostenitori pro-palestinesi legati a colleghi del suo partito.
Il nome citato nelle bozze
Tra le persone indicate dalla candidata figura Ibrahim Ibrahim, 69 anni, esponente della componente radicale della causa palestinese e sostenitore del PFLP, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. L'organizzazione è inserita nelle liste dei gruppi terroristici sia dall'Unione europea sia dagli Stati Uniti.
Ibrahim è stato associato anche a figure di Hamas. Durante un incontro organizzato a Berlino lo scorso anno aveva esaltato Yahya Sinwar, indicato come uno degli ideatori dell'attacco contro Israele del 7 ottobre 2023, descrivendolo come un capo determinato e un martire.
A settembre Ibrahim è comparso inoltre a una manifestazione elettorale della Sinistra nel quartiere di Neukoelln, accanto a Vanessa Emde. La deputata della Linke è nota per le sue dure critiche nei confronti di Israele.
Eralp, avvocatessa impegnata nella difesa dei diritti umani e figlia di rifugiati turchi, è stata definita dalla stampa tedesca la versione locale di Zohran Mamdani. Il caso rischia ora di complicare ulteriormente il confronto tra i partiti impegnati nella formazione del nuovo esecutivo berlinese.
Continua a leggere
Cicalone denunciato a Roma: minacce e tentato investimento
Una Fiat Panda avrebbe tentato di travolgerli il 24 ottobre: la scena è stata ripresa e consegnata ai carabinieri
Bonus assorbenti da 100 euro, la misura della Sardegna
Il credito sulla Tessera sanitaria è destinato a ragazze 12-20enni e donne in condizioni di particolare necessità
TikTok avvisa gli utenti italiani: attenzione ai contenuti pubblicati
L’avviso appare da mercoledì su diversi profili, dopo l’indagine sulla propaganda Isis e alla vigilia delle manifestazioni
Brčko, caduto un CH-47 italiano: tre morti
Il velivolo era impegnato per EUFOR Althea; dodici feriti sono stati assistiti nell’ospedale della città bosniaca.