Energia e Ucraina, il vertice Ue parte senza svolte: cosa c’è in gioco
Due giorni di confronto tra competitività, caro energia, rapporti con la Cina, Ucraina, migrazioni e allargamento, ma senza decisioni attese nell’immediato.
Il Consiglio europeo di Bruxelles si apre con un’agenda particolarmente ampia, ma con aspettative ridotte sul piano dei risultati immediati. I leader dei Ventisette saranno chiamati soprattutto a preparare il terreno per iniziative future, mentre il costo dell’energia rischia di diventare il tema politicamente più delicato, anche in vista delle prossime elezioni nazionali in alcuni Stati membri.
La riunione, presieduta da Antonio Costa, durerà due giorni invece del consueto appuntamento di una sola giornata. Una fonte diplomatica ha definito il vertice “particolare”: sui dossier in programma, ha spiegato, non sono previste “decisioni” vere e proprie, ma un lavoro preparatorio in vista di possibili intese successive.
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Il caro energia mette tutti sotto pressione
Il confronto sui prezzi dell’energia sarà inserito nel capitolo dedicato alla competitività. La Commissione europea ha già avanzato alcune ipotesi, tra cui il rinvio di parti delle norme sul metano e una modifica del regime temporaneo per gli aiuti di Stato. Ai capi di governo potrebbe spettare il compito di sollecitare ulteriori interventi, anche se nessuno considera risolvibile con una misura unica una crisi tanto complessa.
Tra gli Stati membri cresce però l’irritazione per la mancanza di progressi. Una fonte diplomatica ha parlato di una situazione in cui “non importa a nessuno” e ha lamentato l’assenza di proposte concrete, ricordando che Bruxelles aveva reagito più rapidamente di fronte alle difficoltà dell’industria automobilistica. Il tema sarà quindi al centro di un dibattito molto sensibile, anche perché qualsiasi iniziativa del Consiglio europeo richiederebbe l’unanimità.
Sul tavolo potrebbe finire anche la richiesta di maggiore flessibilità nei bilanci, avanzata ufficialmente da Italia e Grecia attraverso due lettere alla Commissione. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare la questione, pur non figurando formalmente nell’ordine del giorno. Roma chiede margini più ampi dentro le regole attuali, mentre a Bruxelles viene ricordato che l’inflazione può essere considerata nella valutazione dei conti pubblici.
Una fonte europea ha riconosciuto gli sforzi compiuti dall’Italia per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, sottolineando le difficoltà di un Paese con una crescita contenuta. Allo stesso tempo, ha escluso l’ipotesi di una revisione generale del Patto di stabilità, giudicato ancora troppo recente, anche alla luce delle tensioni sui mercati obbligazionari. Resta inoltre irrisolto il sistema europeo di formazione del prezzo dell’elettricità, spesso legato al costo marginale del gas, un meccanismo già criticato in passato da Mario Draghi.
Competitività, regole e nodo cinese
L’apertura dei lavori sarà dedicata alla competitività, con la partecipazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. I leader faranno il punto sull’attuazione dell’agenda per un mercato unico più integrato, definita dopo il vertice di Alden-Biesen, e sul recente accordo raggiunto dal Consiglio sul pacchetto relativo all’integrazione e alla supervisione dei mercati, considerato parte dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.
Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dalla vigilanza unica dell’Esma due importanti piazze finanziarie, Francoforte e Madrid. A Bruxelles si tende a valorizzare l’intesa raggiunta, ma la commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso pubblicamente delusione per quella che considera un’ambizione insufficiente da parte degli Stati membri.
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Durante il pranzo, l’attenzione si sposterà sugli squilibri macroeconomici, formula con cui si indicano soprattutto i rapporti tra l’Unione e la Cina. La missione a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic viene considerata un passo del dialogo già avviato, che secondo un alto funzionario europeo dovrebbe essere ulteriormente intensificato.
Parallelamente, i governi potrebbero valutare un rafforzamento degli strumenti a disposizione dell’Unione, lungo la direzione sostenuta da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron. Il vertice servirà a esaminare il lavoro svolto finora e potrebbe portare la Commissione a elaborare nuovi strumenti. Secondo una fonte europea, la strategia del dialogo con Pechino “sta producendo risultati”.
Ucraina, difesa e migrazioni
La seconda giornata sarà aperta dall’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che riferirà sugli ultimi sviluppi della guerra. Dopo il suo intervento, i leader discuteranno tra loro della situazione e affronteranno anche i dossier relativi alla difesa e alla sicurezza, con particolare attenzione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti alla Russia.
Nella stessa giornata troverà spazio il Medio Oriente, seguito dal tema delle migrazioni durante il pranzo. Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-ospiterà la riunione degli Amici della Coesione. Il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, guiderà invece un incontro informale sulle soluzioni per la gestione dei rimpatri, compresa l’ipotesi di centri in Paesi terzi, modello già sperimentato dall’Italia con le strutture in Albania.
La Francia non prenderà parte a quell’incontro. Parigi ritiene di non poter realizzare strutture analoghe per ragioni costituzionali e teme che, proprio per questo, il proprio territorio possa risultare più attrattivo per i migranti rispetto a quello degli altri Paesi dell’Unione.
Il calendario del vertice
I leader arriveranno a Bruxelles a partire dalle 8.30, mentre l’avvio ufficiale è fissato alle 10. Prima del Consiglio si riuniscono i principali gruppi politici europei: Ppe, Pse e Renew nella mattinata successiva, mentre i Patrioti hanno già svolto il loro incontro nella sede del Vlaams Belang.
Nel pomeriggio della prima giornata sarà esaminato il Quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034, seguito da una conferenza stampa. La cena sarà dedicata all’allargamento e alle riforme necessarie per accogliere nuovi membri. La riunione si chiuderà il giorno dopo con una conferenza stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
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