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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Energia e Ucraina, il vertice Ue cerca una strada senza votare

A Bruxelles i leader discuteranno di costi energetici, sicurezza, migrazioni e rapporti con Pechino, ma il summit dovrebbe limitarsi a preparare decisioni future.

Il caro energia sarà probabilmente il tema più delicato del Consiglio europeo in programma a Bruxelles, anche perché diversi Paesi dell’Unione si avvicinano a importanti appuntamenti elettorali. Il vertice, che si svilupperà eccezionalmente su due giornate, non dovrebbe però produrre decisioni definitive: l’obiettivo sarà piuttosto creare le condizioni per interventi successivi.

Una fonte diplomatica europea ha descritto l’incontro come un summit “particolare”. L’agenda è molto ampia, ma tra i governi prevale la convinzione che non si arriverà a conclusioni operative sui diversi dossier. I leader dovranno quindi indicare priorità e possibili strumenti, lasciando a Commissione e Consiglio il compito di definire i passaggi successivi.

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Il costo dell’energia mette pressione

La discussione sui prezzi energetici si concentrerà soprattutto sulle misure immediate. Ursula von der Leyen ha già indicato alcune ipotesi, tra cui lo slittamento di alcune norme sul metano e una revisione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato. I capi di governo potrebbero chiedere alla Commissione di presentare ulteriori proposte, pur senza aspettarsi una soluzione unica a una crisi complessa.

Il malcontento tra gli Stati membri è evidente. Una rappresentanza diplomatica ha parlato di frustrazione per la mancanza di progressi e ha osservato che, rispetto alla risposta data alla crisi dell’industria automobilistica, sull’energia l’esecutivo europeo appare molto meno attivo. Le possibili iniziative dovranno inoltre ottenere il consenso unanime dei governi, mentre resta irrisolto il sistema di formazione del prezzo dell’elettricità, ancora legato al costo marginale e spesso a quello del gas.

In questo quadro potrebbe tornare sul tavolo anche la richiesta di maggiore flessibilità nei bilanci, avanzata formalmente da Italia e Grecia. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare la questione, benché non figuri tra i punti ufficiali dell’agenda. Roma chiede margini aggiuntivi all’interno delle regole già in vigore, mentre alcuni governi invitano alla prudenza perché il nuovo patto di stabilità è ancora recente e i mercati obbligazionari restano sotto osservazione.


Dalla competitività alla sfida cinese

L’apertura dei lavori sarà dedicata alla competitività e all’attuazione del progetto per un mercato europeo più integrato, definito dopo il vertice di Alden-Biesen. I leader prenderanno atto dell’intesa raggiunta sul pacchetto relativo all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, collegato all’Unione del risparmio e degli investimenti.

Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dalla supervisione unica dell’Esma due importanti piazze finanziarie, Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso insoddisfazione per l’ambizione limitata dell’accordo, mentre a Bruxelles si sottolinea comunque il fatto che i negoziati abbiano prodotto un risultato.

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Durante il pranzo i capi di Stato e di governo affronteranno gli squilibri macroeconomici, formula con cui si fa riferimento soprattutto ai rapporti tra Unione europea e Cina. La missione a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic sarà uno degli elementi di contesto, insieme alla possibilità di rafforzare gli strumenti a disposizione dell’Unione.

Secondo un alto funzionario europeo, il dialogo con la Cina si è intensificato e starebbe dando alcuni risultati. Parallelamente, però, i leader potrebbero chiedere di sviluppare nuovi strumenti per proteggere gli interessi economici europei, seguendo la direzione indicata anche da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron.


Ucraina, difesa e migrazioni

La seconda giornata sarà aperta dall’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che aggiornerà i Ventisette sugli ultimi sviluppi della guerra. In seguito il confronto si sposterà sulla difesa e sulla sicurezza, con particolare attenzione agli attacchi ibridi attribuiti alla Russia, e poi sulla situazione in Medio Oriente.

Nel corso del pranzo sarà affrontato il dossier migratorio. Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-ospiterà inoltre una riunione degli Amici della Coesione; il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, promuoverà un incontro informale sulle soluzioni innovative per i rimpatri, compresa l’ipotesi di strutture in Paesi terzi già sperimentata dall’Italia in Albania.

La Francia non prenderà parte a quest’ultimo confronto. Parigi ritiene di non poter adottare quel modello per ragioni costituzionali e teme che la propria posizione possa renderla più attrattiva rispetto agli altri Stati membri agli occhi dei migranti.

Il calendario prevede infine un confronto sull’allargamento dell’Unione e sulle riforme necessarie per accogliere nuovi membri. Al termine del vertice sono attese le dichiarazioni congiunte di Antonio Costa e Ursula von der Leyen, mentre la conferenza stampa della prima giornata seguirà la discussione sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

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