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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Endometriosi, il dolore non è normale: i segnali da non ignorare

Diagnosi che arrivano dopo circa 8 anni e oltre il 10% delle donne coinvolte: Agui chiede più ascolto, percorsi uniformi e tutela della fertilità.

La corretta informazione può aiutare a individuare prima una malattia spesso sottovalutata. «La divulgazione è metà terapia, metà diagnosi», ha osservato Luigi Nappi, presidente nazionale di Agui, sottolineando il valore degli incontri rivolti sia alle cittadine sia agli operatori sanitari.

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La conoscenza aiuta a riconoscere i sintomi

Agui ha recentemente preso parte alla tappa di Cagliari di “Fism for People”, progetto della Federazione delle società medico-scientifiche italiane dedicato a una prevenzione più vicina alla popolazione. L’obiettivo è raggiungere anche chi non si rivolge direttamente a uno studio medico e intercettare bisogni che altrimenti rischiano di rimanere nascosti.

L’associazione ha inoltre attivato uno sportello informativo gratuito sul proprio portale. Le utenti possono inviare domande e ricevere indicazioni dagli specialisti, mentre un decalogo raccoglie suggerimenti utili per riconoscere i segnali della patologia e orientarsi verso una valutazione adeguata.


Otto anni per una diagnosi

L’endometriosi riguarda più del 10% delle donne in età fertile, ma per arrivare all’identificazione della malattia possono trascorrere in media circa 8 anni. Per Nappi, questo ritardo rende indispensabili una maggiore attenzione ai sintomi e percorsi diagnostici e terapeutici più omogenei nelle diverse aree d’Italia.

Il dolore pelvico intenso non dovrebbe essere archiviato come un effetto inevitabile delle mestruazioni. «Quando una ragazza ricorre troppo spesso agli analgesici, salta con frequenza la scuola, rinuncia all’attività fisica o cambia le proprie abitudini a causa del dolore, bisogna accendere un campanello d’allarme», ha spiegato il presidente di Agui.


Il dolore cambia la vita quotidiana

La malattia è caratterizzata dalla presenza di tessuto simile a quello endometriale al di fuori della cavità uterina. In alcuni casi non produce sintomi; quando invece si manifesta, il dolore nella zona pelvica è uno dei principali segnali da valutare. Possono comparire anche disturbi intestinali o urinari ricorrenti in relazione al ciclo.

I primi disturbi possono presentarsi già durante l’adolescenza. Annotare la frequenza dei sintomi, la loro intensità e il legame con le fasi del ciclo può fornire elementi utili al medico, così come richiedere una visita ginecologica presso professionisti con competenze specifiche.

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Servono cure personalizzate

La presa in carico dovrebbe iniziare il prima possibile e tenere conto della situazione clinica individuale. Le opzioni possono comprendere farmaci o interventi chirurgici; in determinati casi viene valutata anche una terapia ormonale, compresi i contraccettivi estroprogestinici, sempre con una scelta calibrata sulla singola paziente.

Oggi la diagnosi non richiede necessariamente la laparoscopia. La valutazione può basarsi sull’esame clinico, sui sintomi e sugli accertamenti per immagini, tra cui l’ecografia effettuata da operatori esperti. Sono allo studio anche test innovativi sulla saliva, associati a un algoritmo che utilizza le risposte a un questionario; un progetto ministeriale coinvolge le università di Cagliari, Foggia, Roma e Milano.


Agui chiede di intervenire prima

L’endometriosi viene distinta in 4 stadi. Attualmente i Livelli essenziali di assistenza includono le forme più gravi, cioè il terzo e il quarto stadio, ma Agui ritiene importante comprendere anche il primo e il secondo per anticipare gli interventi e limitare, quando possibile, la progressione della malattia.

La questione riguarda anche la salute riproduttiva, in un Paese alle prese con una grave crisi della natalità. Ridurre le complicanze di una patologia cronica potrebbe inoltre contenere i costi sostenuti dal sistema sanitario e dalla collettività.

La richiesta arriva in occasione della prima Giornata nazionale della Ginecologia universitaria, promossa da Agui e in programma il 21 ottobre. L’edizione inaugurale è dedicata all’endometriosi con il tema “Riconoscere prima. Curare meglio”, per rafforzare il dialogo tra ricerca, professionisti e donne.

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