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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Emanuele Filiberto, l’infanzia senza Italia: “Per me era l’esilio”

A Domenica In il principe ha raccontato la crescita lontano dal Paese, l’affetto dei monarchici e alcuni episodi della sua giovinezza.

L’esilio è stato il filo conduttore dei ricordi condivisi da Emanuele Filiberto di Savoia durante l’intervista con Mara Venier. Ospite di Domenica In il 25 ottobre, ha presentato La regina di maggio, volume dedicato alla nonna Maria José del Belgio, e ha ripercorso l’infanzia trascorsa lontano dall’Italia, il rapporto con la famiglia e alcune vicende della sua vita privata.

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Una famiglia unita, ma lontana dall’Italia

Emanuele Filiberto ha descritto i primi anni come un periodo sereno sul piano affettivo. I genitori erano spesso fuori casa per motivi professionali e la sua crescita fu seguita soprattutto dalle nonne, compresa Iris, madre della mamma, che era una presenza costante. Ha ricordato anche i molti amici e l’amore ricevuto dai genitori e dai nonni.

Le difficoltà emergevano soprattutto durante le vacanze. Quando i familiari parlavano del ritorno a casa, lui non riusciva a capire quale fosse quella casa: per loro significava l’Italia, mentre lui non poteva seguirli. “Provate a spiegare a un bambino di sette anni che cos’è l’esilio”, ha detto, raccontando quanto quella condizione abbia influenzato il suo modo di percepire la storia familiare.


I monarchici e i regali più curiosi

Nel racconto è entrato anche il legame con i monarchici italiani, che da diverse regioni raggiungevano la famiglia in occasione del Natale e dei compleanni. Arrivavano organizzati in autobus e portavano doni legati ai territori di provenienza: tra questi, la sabbia siciliana e il salame.

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Tra gli episodi più singolari, Emanuele Filiberto ha citato l’arrivo di un uomo sardo con una pecora. Da bambino, colpito da quelle visite e dal rapporto con i sostenitori della monarchia, salì un giorno su uno degli autobus chiedendo di poter rientrare con loro in Italia. “Per me l’Italia significava esilio, Casa Savoia significava esilio”, ha spiegato.


Giovinezza e vita privata

Durante la conversazione si è parlato anche degli anni della giovinezza, segnati da qualche bravata e da incidenti avvenuti in moto e in automobile. Il principe ha ricordato quel periodo senza nascondere gli eccessi commessi da ragazzo.

Sul fronte sentimentale, invece, ha chiarito di non avere una nuova fidanzata. L’intervista ha così alternato il racconto personale alla presentazione del libro sulla nonna Maria José, riportando al centro la memoria della famiglia e il peso dell’esilio nella sua storia.

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