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Attualità 2 min di lettura23 ore fa

Elezioni in Ucraina, la condizione di Zelensky: cosa chiede a Putin

Il presidente ucraino lega il voto a una tregua di 60 giorni, mentre Trump annuncia uno stop immediato agli attacchi contro le infrastrutture energetiche.

Il voto in Ucraina potrebbe tornare all’orizzonte soltanto dopo una tregua sufficientemente lunga. In un’intervista ad Abc, Volodymyr Zelensky ha spiegato che, se Vladimir Putin accettasse una sospensione dei combattimenti per 60 giorni, Kiev sarebbe pronta a organizzare le elezioni.


Zelensky respinge l’ipotesi di un cambio imposto

Il presidente ucraino ha rivendicato il diritto della popolazione a scegliere la propria guida, replicando alle pressioni arrivate da Washington. «Spetta agli ucraini scegliere il proprio leader», ha affermato, contestando l’idea che la successione alla presidenza possa essere stabilita dall’esterno.

Donald Trump aveva sostenuto che fosse arrivato il momento per l’Ucraina di dotarsi di un nuovo presidente. Secondo il capo della Casa Bianca, Zelensky ostacolerebbe il percorso verso la pace e gli attacchi ucraini alle raffinerie russe avrebbero conseguenze anche sugli agricoltori statunitensi.


L’annuncio di Trump divide gli alleati

Nel frattempo, Trump ha dichiarato che sarebbe già operativo un accordo per fermare le azioni contro gli impianti energetici di Russia e Ucraina. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente americano ha sostenuto che entrambe le parti avrebbero accettato l’intesa e ha lanciato un avvertimento: «Con effetto immediato, entra in vigore un cessate il fuoco energetico nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno accettato. Non violatelo!».

Restano però da chiarire durata, condizioni e meccanismi di controllo della tregua. L’annuncio non è stato accompagnato da dettagli operativi e, nelle ore successive, Zelensky ha riferito che la Russia avrebbe colpito una centrale elettrica nonostante la dichiarazione americana.

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Kiev attende conferme da Mosca

Il presidente ucraino ha raccontato che la comunicazione di Trump lo avrebbe colto di sorpresa. Attraverso il giornalista Barak Ravid, che ha riferito una conversazione con Zelensky, è emersa la disponibilità di Kiev ad aderire a una pausa sugli obiettivi energetici, ma soltanto se anche Mosca la rispetterà e se verrà indicato con precisione il momento d’avvio.

Secondo fonti europee citate dal Financial Times, l’amministrazione statunitense starebbe valutando pressioni sull’Ucraina, fino a ipotizzare un blocco delle forniture militari, per convincerla a interrompere gli attacchi in profondità contro le infrastrutture energetiche russe.


Il dossier sul gasolio resta aperto

Le tensioni politiche si intrecciano con un’intesa separata raggiunta da Washington e Mosca sulle forniture di diesel. Contestualmente, gli Stati Uniti avrebbero sospeso per sei mesi le sanzioni sulle esportazioni di gasolio, mentre il segretario al Tesoro americano ha difeso l’accordo e criticato l’atteggiamento europeo.

Il sostegno dell’Europa a Kiev è stato ribadito da Ursula von der Leyen, che ha confermato l’appoggio a Zelensky. Sul terreno diplomatico, tuttavia, il cessate il fuoco energetico annunciato da Trump rimane privo di una cornice pubblica condivisa e di garanzie esplicitate da entrambe le capitali.

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