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Attualità 2 min di letturaAggiornato 3 ore fa

Eisenkot raccoglie 67 indicazioni, Netanyahu si ferma a 46

Sei liste sostengono il candidato, mentre quattro si schierano con il premier uscente; Herzog deciderà entro l’11 novembre.

Aggiornamento del 5 nov, 21:05

Isaac Herzog ha annunciato che domenica 8 novembre comunicherà a chi affiderà l’incarico di formare il governo israeliano. Il presidente ha precisato che prima terrà altri colloqui, perché la possibilità di una maggioranza resta incerta.

Gadi Eisenkot ha ottenuto il sostegno di liste rappresentative di 67 seggi della Knesset, contro i 46 assegnati a Benjamin Netanyahu. Il presidente Isaac Herzog dovrà scegliere entro l’11 novembre chi incaricare della formazione del prossimo governo israeliano.

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Il sostegno dei partiti arabi

A rafforzare la posizione di Eisenkot sono state anche Ràam e la Lista Unita araba. I loro rappresentanti hanno chiarito a Herzog che l’indicazione non coincide con un appoggio senza condizioni a un eventuale esecutivo, ma nasce dalla volontà di favorire un cambio di governo.

Ahmed Tibi, deputato della Lista Unita, ha escluso richieste di incarichi ministeriali e ha spiegato: «Indichiamo Eisenkot non per amore, ma per cambiare il governo attuale». Il sostegno, ha aggiunto, non verrebbe ritirato subito dopo la nascita del nuovo esecutivo.

Durante l’incontro, Herzog ha posto ai rappresentanti arabi la questione della loro doppia identità israeliana e palestinese, chiedendo quale sarebbe la loro posizione in caso di una nuova guerra. Jabareen, presidente della Lista Unita, ha replicato che i partiti arabi possono spingere il Paese verso la pace: «Non crediamo nelle soluzioni militari, bisogna pensare ad alternative».


Il mandato da assegnare

Il vantaggio emerso dalle consultazioni ha ridotto le possibilità di una nuova investitura per Netanyahu. Il Likud era arrivato primo alle elezioni del 27 ottobre con 53 seggi, ma la maggioranza che governa dal 2022 non sembra avere altri alleati parlamentari sufficienti.

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A pesare sul risultato è stata anche la scelta di Giudaismo Unito della Torah, che non ha indicato alcun candidato e ha così sottratto sette raccomandazioni a Netanyahu. Eisenkot può invece contare su sei liste, mentre il premier uscente è stato indicato da quattro formazioni.

Yashar ha chiesto formalmente a Herzog di affidare l’incarico a Eisenkot e ha escluso un’intesa di unità nazionale con Netanyahu. Yoram Cohen, ex capo dello Shin Bet e futuro deputato, ha sostenuto la necessità di un governo stabile in tempi rapidi e ha invitato a non ignorare la richiesta di cambiamento uscita dalle urne.

Il Likud ha confermato Netanyahu come proprio candidato. Il ministro dell’Istruzione Yoav Kish ha contestato l’ipotesi di un esecutivo sostenuto dai partiti arabi, accusando quelle forze di appoggiare il terrorismo e chiedendo inoltre verifiche su presunte ingerenze straniere nel processo elettorale.

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