Egitto, gli Houthi: aiuti a Riad equivalgono alla guerra
Il dirigente del movimento yemenita ha invitato i Paesi alleati di Riad a non unirsi all'operazione militare.
Mohammed Ali Al Houthi ha definito una possibile assistenza militare egiziana all’Arabia Saudita come un atto equivalente alla guerra. L’esponente del Consiglio politico supremo degli Houthi ha inoltre chiesto agli Stati vicini di non entrare nella coalizione guidata da Riad.
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L’avvertimento al Cairo
Al Houthi ha sostenuto che il coinvolgimento dell’Egitto in un nuovo conflitto finirebbe per indebolire le sue forze. A suo giudizio, questa scelta favorirebbe gli obiettivi di Israele, accusato di voler estendere il proprio controllo fino al Sinai.
«Trascinare le forze egiziane in una nuova guerra ne esaurirebbe le capacità e servirebbe i disegni del nemico israeliano che mira a impadronirsi del Sinai», ha affermato il dirigente del movimento yemenita.
L’appello è stato rivolto anche ai Paesi del Patto della Mecca. Al Houthi ha chiesto ad Arabia Saudita, Pakistan e Turchia di uscire dalla coalizione e di evitare il coinvolgimento in «alleanze aggressive».
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Il rapporto tra Egitto e Arabia Saudita
Il Cairo aveva preso parte agli incontri preparatori del Patto della Mecca, ma non ne è diventato membro. L’Egitto mantiene comunque rapporti stretti con l’Arabia Saudita, circostanza che alimenta le preoccupazioni espresse dagli Houthi.
Il movimento ha respinto anche le accuse relative alla sicurezza delle rotte marittime regionali. «Non costituisce una minaccia per lo stretto di Bab el-Mandeb; al contrario, noi lo proteggiamo, così come proteggiamo il Canale di Suez e altre parti della nostra patria araba e islamica», ha dichiarato Al Houthi.
La posizione riguarda uno dei passaggi marittimi più delicati dell’area e il collegamento con il Canale di Suez, entrambi citati dal dirigente come obiettivi che gli Houthi affermano di voler difendere.
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