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Attualità 2 min di lettura56 min fa

Ecuador, arresto di Gonzalez: l’accusa di riciclaggio scuote l’opposizione

La politica di sinistra è finita in custodia nell’inchiesta sui fondi della campagna presidenziale del 2023, ma respinge ogni addebito.

L’arresto di Luisa Gonzalez riaccende lo scontro politico in Ecuador. L’opposizione sostiene che il presidente Daniel Noboa abbia aumentato la pressione sui suoi avversari, mentre il governo porta avanti la sua linea nella lotta al narcotraffico, anche attraverso la stretta collaborazione con Donald Trump.

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Un caso che aggrava lo scontro politico

Rivoluzione Cittadina, il movimento di Gonzalez legato a Rafael Correa, è stato escluso dalle elezioni di novembre per la designazione di sindaci e prefetti. La decisione ha ulteriormente irrigidito i rapporti tra l’esecutivo e le forze di opposizione.

Noboa, considerato uno dei partner più vicini al presidente degli Stati Uniti sul fronte della lotta al narcotraffico in America Latina, viene accusato dai suoi avversari di usare gli strumenti istituzionali per colpire il campo politico rivale. In questo clima si inserisce il procedimento che coinvolge l’ex candidata.


Correa accusa il colpo politico

Gonzalez ha già sfidato Noboa in due tornate presidenziali, nel 2023 e nel 2025, venendo sconfitta in entrambe. Avvocata ed esponente di Rivoluzione Cittadina, resta una delle figure più rilevanti dell’area politica costruita da Correa.

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L’ex presidente, alla guida dell’Ecuador dal 2007 al 2017 e oggi rifugiato in Belgio, ha reagito duramente alla misura cautelare adottata contro la dirigente. Correa ha definito l’arresto un attacco alla sua compagna di partito, alimentando il confronto già acceso con il governo.


L’inchiesta sui fondi elettorali

La procura indaga sulle risorse utilizzate durante la campagna presidenziale del 2023. Secondo gli investigatori, nei contributi dichiarati emergerebbero anomalie e non sarebbe ancora stata chiarita in modo completo la provenienza lecita del denaro.

L’indagine era partita a gennaio, dopo l’ipotesi dell’arrivo di contanti dal Venezuela destinati a sostenere la corsa elettorale. Le autorità intendono contestare a tre persone un possibile reato di riciclaggio; Gonzalez, intanto, nega da sempre qualsiasi finanziamento riconducibile all’amministrazione di Nicolas Maduro e respinge le accuse a suo carico.

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