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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

È morto Pino Presti, bassista e arrangiatore di Mina

Il musicista aveva 83 anni; fu collaboratore di Mina e lavorò con Piazzolla, Gerry Mulligan e Quincy Jones.

Pino Presti, nome d’arte di Giuseppe Prestipino Giarritta, è morto a Sanremo a 83 anni. La notizia è stata diffusa dopo la celebrazione dei funerali.

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Il ricordo di Tullio De Piscopo

Tullio De Piscopo ha salutato il collega con un messaggio pubblicato su Facebook: «Il grande Presti Pino Ci ha lasciato Adesso starai suonando con Astor il nostro LIBERTANGO Grazie Pino per tutto quello che hai fatto Amico mio vola più in alto dei cieli».

Alla musica Presti aveva affiancato anche la pratica delle arti marziali. Nel 1987 aveva ottenuto il quinto dan di karate Shotokan.


La notizia della morte

Nato a Milano il 23 agosto 1943, Presti è stato bassista, compositore, arrangiatore, produttore discografico e direttore d’orchestra. Nel corso della carriera aveva lavorato tra Italia e altri Paesi, attraversando pop, jazz, funk e musica latina.

La sua figura è rimasta legata soprattutto alla collaborazione con Mina, iniziata nel 1971 e durata più di dieci anni. Per la cantante aveva scritto e diretto numerosi arrangiamenti, compresi quelli di “Grande grande grande”, “E poi...”, “L’importante è finire” ed “E penso a te”.


Il lavoro con Mina

Presti aveva suonato al basso nelle incisioni e nelle esibizioni di Mina, diventando in seguito uno dei suoi collaboratori più stretti. Aveva inoltre accompagnato le ultime apparizioni pubbliche dell’artista, nel 1978.

Il suo contributo non riguardava soltanto l’esecuzione strumentale. La direzione dell’orchestra e la cura degli arrangiamenti avevano inciso sulla struttura sonora di molte canzoni della cantante, con particolare attenzione agli impasti timbrici e alla parte vocale.


Le collaborazioni internazionali

Tra gli artisti stranieri con cui aveva lavorato figuravano Astor Piazzolla, Gerry Mulligan, Quincy Jones, Wilson Pickett, Shirley Bassey, Stéphane Grappelli e Maynard Ferguson. In Italia aveva collaborato, tra gli altri, con Franco Cerri, Enrico Intra e Tullio De Piscopo.

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Con Piazzolla aveva partecipato alle registrazioni di “Libertango” e dell’album “Summit-Reunion Cumbre”, realizzato insieme a Gerry Mulligan. La sua parte di basso in “Libertango” è rimasta associata a una delle versioni discografiche più conosciute del brano.


Dagli studi milanesi alla televisione

Figlio del violinista Arturo Prestipino Giarritta, aveva cominciato a studiare musica a sei anni. A diciassette anni suonava già nei locali e negli studi di registrazione di Milano, dove si era fatto conoscere come strumentista.

In studio aveva affiancato protagonisti della canzone italiana come Giorgio Gaber, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Fabrizio De André, Mia Martini, Franco Battiato e Adriano Celentano.

Nel 1976 aveva pubblicato “1st Round” con Atlantic Records, tra i primi lavori italiani di rilievo nell’ambito del funk da pista. L’anno seguente aveva diretto l’orchestra di 56 elementi del programma televisivo “Rai Auditorio A”. In seguito aveva partecipato anche a “C’era due volte”, nel 1980, e “Il cappello sulle ventitré”, nel 1983.


Gli ultimi progetti musicali

Dagli anni Ottanta Presti aveva aumentato l’impegno come compositore e produttore, dedicandosi a sonorità legate a jazz, soul, funk ed elettronica. Negli anni successivi aveva pubblicato nuovi lavori e riproposto parte della sua produzione precedente.

Tra le uscite più recenti figuravano “Sharade”, del 2023, la versione rimasterizzata di “1st Round”, arrivata nel 2024, e la raccolta “Soulful Touches”, pubblicata nel febbraio 2025. Nel gennaio 2026 era stata distribuita anche una versione originale di “Libertango”, registrata a Milano nel 1974.

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