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Attualità 3 min di lettura56 min fa

Salvini prepara la nuova segreteria tra tensioni in Lombardia

Varese accelera l’assemblea, mentre Bergamo e Brescia valutano candidature alternative nell’area critica verso Salvini

La Lega prepara i congressi provinciali e il confronto interno si concentra ora nelle roccaforti lombarde.

Claudio Durigon, esponente vicino a Matteo Salvini, ha indicato tra le priorità il rinnovo della squadra dirigente, dai vicesegretari alla segreteria politica. Secondo Durigon, Luca Zaia dovrebbe offrire il proprio contributo al partito, anche alla luce degli oltre 200 mila consensi ottenuti alle elezioni regionali.

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Il ruolo ancora incerto di Zaia

L’ex presidente del Veneto non ha ancora deciso se aderire al nuovo progetto organizzativo della Lega. Dal suo entourage fanno sapere che la disponibilità riguarda soltanto un incarico concreto: «Si è sempre detto disponibile per un ruolo operativo, non per fare la statuina».

La scelta dipenderà dalla proposta e dai margini d’azione riconosciuti a Zaia. Sullo sfondo ci sono anche le prossime elezioni politiche, che potrebbero influire su un eventuale suo inserimento nelle liste. Per il momento, dal suo ambiente, fanno sapere che ogni decisione è rinviata.


La nuova squadra di Salvini

La segreteria politica è stata prevista dalla modifica dello statuto approvata al congresso di Milano. Potrà comprendere il segretario federale e fino a nove componenti, scelti e sostituibili direttamente da Salvini con l’obiettivo di dare rappresentanza ai diversi territori.

Il leader della Lega si è concesso una o due settimane per definire i nomi. Tra le persone che potrebbero entrare nell’organismo c’è Massimo Garavaglia, sconfitto al congresso federale con il 24% dei voti contro il 76% ottenuto da Salvini. «Se Garavaglia è d’accordo, entrerà in segreteria», ha detto Salvini in un’intervista destinata all’ultimo libro di Bruno Vespa.

Garavaglia ha fatto sapere che esaminerà l’eventuale proposta. Il suo ingresso, secondo quanto da lui stesso osservato, potrebbe contribuire a ridurre le tensioni e a prevenire nuove reazioni interne dopo il congresso.

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I congressi lombardi

A Varese il segretario uscente Andrea Cassani, sindaco di Gallarate e sostenitore di Garavaglia, mira a restare alla guida della federazione. Ha intenzione di convocare i delegati l’8 novembre. A contendergli la leadership potrebbe essere Mirko Reto, sindaco di Casciago e critico verso l’impostazione di Salvini.

La rapidità della convocazione ha alimentato tra i militanti varesini il timore di un possibile commissariamento. Nell’area vicina a Garavaglia si teme che il risultato nazionale possa tradursi in un sostegno diretto ai candidati più vicini al segretario federale. Anticipare l’assemblea permetterebbe, secondo questa lettura, di ridurre il rischio di interventi sulla federazione.

Il regolamento della Lega Lombarda impone il deposito delle candidature almeno 72 ore prima della prima convocazione. Servono inoltre le firme di una quota compresa tra il 10 e il 20% degli aventi diritto, mentre l’avviso dell’assemblea deve arrivare almeno sette giorni prima. Con l’8 novembre come data, il termine per le candidature cadrebbe il 5 novembre.

Anche Bergamo e Brescia potrebbero diventare luoghi di confronto tra le diverse anime del partito. A Bergamo Fabrizio Sala, vicino alle posizioni nordiste, ha annunciato la volontà di ripresentarsi al congresso previsto entro la fine dell’anno; sul fronte opposto potrebbe comparire un candidato sostenuto da Salvini.

A Brescia la federazione è guidata da Roberta Sisti, esponente dell’area nordista. Tra i possibili avversari vengono indicati i parlamentari Paolo Formentini e Stefano Borghesi, ma non è ancora stata formalizzata una candidatura alternativa.

Il 24% raccolto da Garavaglia ha dato una misura numerica al dissenso emerso nel Nord. Ora i militanti attendono di capire se le aperture a una maggiore autonomia territoriale e a una conduzione più condivisa del partito troveranno spazio nelle prossime nomine e nei congressi locali.

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