Dopo Putin, chi comanderà? La Russia valuta una regia collegiale
Il presidente russo ha riaperto il tema della successione, mentre l’assenza di un erede ufficiale alimenta l’ipotesi di un comitato per gestire il passaggio di potere.
Il futuro della Russia resta legato a una domanda senza risposta: chi prenderà il posto di Vladimir Putin? Il 7 ottobre il presidente compirà 74 anni, ma il sistema non ha ancora indicato un successore e l’ipotesi di una transizione affidata a più figure punta a scongiurare uno scontro interno.
Il nodo del successore resta aperto
A maggio 2025 Putin aveva affrontato pubblicamente la questione, pronunciando una frase che aveva riportato il tema al centro del dibattito: «Penso costantemente a chi sarà il mio successore». Da quel momento è passato più di un anno, senza che sia emerso un nome destinato a raccogliere formalmente la sua eredità politica.
L’assenza di un erede designato mantiene incerto il quadro. La discussione non riguarda soltanto l’identità del futuro leader, ma anche il meccanismo con cui il potere potrebbe essere trasferito dopo la lunga stagione putiniana.
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Un comitato per evitare lo scontro
Tra gli scenari considerati c’è quello di affidare temporaneamente la guida del Paese a un comitato. Una soluzione collegiale servirebbe a governare la fase di passaggio e, secondo l’ipotesi, a ridurre il rischio di una lotta per il controllo del Cremlino.
Il riferimento a un possibile «bagno di sangue» segnala quanto la successione venga percepita come una fase delicata. Le elezioni del 18-20 settembre, definite una farsa nel testo di partenza, hanno inoltre rafforzato l’idea che il prossimo cambio al vertice non nascerà da una competizione elettorale realmente aperta.
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