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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Dolomiti, il turismo mordi e fuggi è sotto accusa: la proposta di Messner

L’alpinista chiede di regolare gli accessi con prenotazioni e fasce temporali per proteggere il paesaggio e distribuire meglio i visitatori.

Il problema non è soltanto quante persone raggiungano le Dolomiti, ma quanto poco lascino sul territorio dopo una visita spesso rapidissima. Reinhold Messner guarda al futuro e indica una priorità: rendere sostenibile questo modello anche tra un secolo, senza trasformare le montagne in semplici sfondi per fotografie.

Per affrontare il sovraffollamento turistico, l’alpinista immagina un sistema di accessi programmati. Le prenotazioni, organizzate per periodi e aree, servirebbero a contenere la pressione nei luoghi più esposti e a indirizzare i visitatori verso alternative meno congestionate.

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Il peso delle visite in giornata

Messner cita la Val di Funes come esempio concreto di una dinamica che conosce da vicino. Il suo racconto riguarda persone che arrivano in automobile, scattano una foto e ripartono senza fermarsi per un pasto, una notte, un’escursione o persino per fare rifornimento.

«Dal punto di vista economico portano poco o nulla, mentre lasciano solo traffico e inquinamento», osserva Messner. A suo giudizio, questo tipo di turismo produce quindi un ritorno limitato per le comunità locali, ma aumenta il carico sul territorio e contribuisce al deterioramento dell’ambiente.


Anche la promozione alimenta i flussi

Tra i fattori che spingono questo fenomeno ci sono anche i contenuti pubblicati sui social. Messner sottolinea che non si tratta soltanto dell’iniziativa individuale di chi cerca immagini suggestive: alcuni Comuni del Trentino hanno iniziato a promuovere le proprie località attraverso i creatori di contenuti, mentre grandi operatori li remunerano per attirare nuovi visitatori.

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La conseguenza è una crescita dei flussi verso punti già molto conosciuti, spesso senza un adeguato controllo dei comportamenti in montagna. In questo quadro, la popolarità di un luogo può aumentare rapidamente, mentre infrastrutture, servizi e tutela del paesaggio non riescono sempre a tenere lo stesso passo.


Prenotazioni per proteggere le montagne

La soluzione proposta da Messner prende spunto da alcune destinazioni negli Stati Uniti. L’accesso a un gruppo montuoso potrebbe essere consentito soltanto a chi ha prenotato una determinata fascia temporale, per esempio due giorni, pagando una quota contenuta.

Il sistema non avrebbe come obiettivo principale quello di escludere i visitatori, ma di distribuirli in modo più ordinato. Una volta raggiunto il limite stabilito per un’area, come le Pale di San Martino, le richieste per quelle date verrebbero chiuse e agli interessati sarebbero indicate giornate successive oppure altre zone ancora disponibili.

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