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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Disinformazione, 147 casi con l’AI: l’allarme per il voto del 2027

A Roma istituzioni e organizzazioni hanno analizzato la crescita delle interferenze straniere, tra reti coordinate, contenuti artificiali e difficoltà nel reagire in tempi rapidi.

L’intelligenza artificiale sta cambiando il volto delle interferenze straniere: nel giro di un anno i casi in cui sono state utilizzate tecniche basate sull’AI sono passati da 41 a 147. Il dato, riferito al 2025, riaccende l’attenzione sulla capacità dell’Europa di proteggere il dibattito pubblico in vista anche delle elezioni politiche italiane del 2027.

A Roma, durante un incontro dedicato all’integrità elettorale nell’epoca della disinformazione automatizzata, rappresentanti delle istituzioni europee, del Parlamento italiano, delle ambasciate e delle organizzazioni specializzate hanno messo a confronto strumenti di analisi e strategie di risposta. La conclusione più delicata è che oggi le campagne possono essere individuate, ma non sempre le segnalazioni si trasformano rapidamente in interventi coordinati.

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L’AI accelera la minaccia

I numeri sono contenuti nel rapporto conclusivo di FIMI Defenders for Election Integrity, progetto che ha riunito dieci realtà europee e internazionali impegnate nel monitoraggio delle manipolazioni informative durante le consultazioni elettorali. Nel 2025 sono stati censiti 540 episodi di interferenza e manipolazione straniera, collegati a circa 10.500 canali e 43mila contenuti.

Alla Russia è stato ricondotto il 29% dei casi, mentre alla Cina il 6%. Per il restante 65% non è stata stabilita con certezza una responsabilità statale, anche se alcuni episodi hanno mostrato elementi compatibili con un coordinamento riconducibile a infrastrutture russe o cinesi.

Il ricorso all’intelligenza artificiale è emerso nel 27% degli episodi esaminati. La tecnologia permette di creare materiali falsi più convincenti, modificarli per pubblici diversi e distribuirli con maggiore rapidità, sfruttando fratture politiche e sociali già presenti nei singoli Paesi.


La risposta politica resta frammentata

Il confronto si è svolto all’Europa Experience David Sassoli di Roma, con il coinvolgimento dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. L’organizzazione è stata curata da DEN Institute e Debunk.org per il consorzio FDEI, nel quadro del Centro di condivisione e analisi sulle interferenze informative straniere.

Hanno partecipato 50 persone, tra cui 19 rappresentanti di 13 missioni diplomatiche presenti nella capitale. Al tavolo sedevano esponenti della Commissione europea, del Servizio europeo per l’azione esterna, del Parlamento europeo e del Senato italiano, insieme a esperti di GLOBSEC, Institute for Strategic Dialogue, EU DisinfoLab, Digital Forensic Research Lab dell’Atlantic Council, NASK, CEE Digital Democracy Watch, Context.ro e Fundación Maldita.es.

Per Marco Lombardo, senatore di Azione, il fenomeno non può essere relegato agli apparati di sicurezza. “È la più grave minaccia che oggi abbiamo per la sicurezza nazionale ed europea”, ha affermato a margine dell’incontro, sostenendo che la consapevolezza maturata tra istituzioni, studiosi e rappresentanti diplomatici debba entrare nel dibattito pubblico.

Il senatore ha inoltre chiesto di sottrarre il tema a una gestione riservata al Copasir o ai servizi d’intelligence. A suo giudizio, la difesa delle elezioni dalle ingerenze straniere deve diventare una responsabilità politica condivisa, perché la manipolazione dell’informazione rientra nelle strategie della guerra ibrida.

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Le proposte ferme al Senato

Lombardo ha ricordato di avere depositato con Carlo Calenda, nell’aprile 2025, due iniziative legislative dedicate alla protezione delle libertà costituzionali e alla salvaguardia del processo democratico dalle interferenze esterne. Il disegno di legge ordinario 1473 propone l’istituzione di uno scudo democratico, mentre il disegno di legge costituzionale 1472 riguarda la tutela del processo elettorale.

I due testi sono stati affidati alla commissione Affari costituzionali del Senato nel maggio 2025, ma il loro esame non è ancora cominciato. Secondo Lombardo, le divisioni interne agli schieramenti politici rendono difficile affrontare il tema in modo trasversale: “In Italia questo tema rischia di far esplodere le contraddizioni nelle coalizioni, per cui non se ne parla”.

Il senatore ha richiamato anche il confronto sviluppatosi in Francia sulla necessità di una posizione comune contro le ingerenze straniere. Nella sua lettura, l’Italia resta particolarmente esposta alle operazioni russe, proprio mentre il contrasto continua a essere affrontato senza un coordinamento politico pienamente condiviso.


Le reti che moltiplicano i messaggi

I casi esaminati dal progetto comprendono Doppelganger, Storm-1516, Operation Overload e la rete Pravda, indicata anche con il nome Portal Kombat. Si tratta di strutture organizzate che sfruttano numerosi siti, profili e piattaforme per produrre, rilanciare e amplificare le stesse narrazioni, invece di affidarsi a un singolo contenuto falso.

L’obiettivo è spesso creare un contesto nel quale una tesi appare ripetuta da fonti diverse e quindi, col tempo, più familiare. La provenienza iniziale dei materiali diventa meno evidente quando questi vengono ripresi da altri spazi digitali, acquisiscono visibilità sui motori di ricerca e vengono nuovamente diffusi da soggetti apparentemente indipendenti.

Un esempio è la rete identificata dall’agenzia francese VIGINUM come Portal Kombat. Il sistema raccoglie materiali favorevoli alla Russia attraverso oltre duecento sottodomini organizzati per Paesi e lingue; tra il primo settembre e il 9 ottobre 2025, il solo spazio in lingua ceca ha rilanciato oltre 200mila contenuti, compresi 822 messaggi riferiti alle elezioni.

Il progetto FDEI ha osservato le consultazioni del 2025 in Germania, Polonia, Moldova e Repubblica Ceca, applicando criteri comuni per confrontare episodi e comportamenti delle piattaforme. Il testo disponibile si interrompe nell’avvio della parte dedicata alla Germania, senza riportare gli esiti specifici dell’analisi su quel Paese.

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