Digitale, 578mila beneficiari possibili: la spinta per le piccole imprese
Sei organizzazioni propongono al governo un sostegno triennale per finanziare tecnologie, competenze e servizi digitali nelle realtà meno strutturate.
Quasi 578.500 soggetti potrebbero accedere a un nuovo incentivo per la trasformazione digitale, con la possibilità di attivare 6,48 miliardi di euro di investimenti. È la stima associata a Investo Digitale, una proposta che punta a rafforzare la produttività delle imprese attraverso risorse pubbliche distribuite nell’arco di tre anni.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Una leva da 6,48 miliardi
Secondo le valutazioni dei promotori, ogni euro stanziato dal settore pubblico potrebbe generare 1,79 euro di investimenti privati. Nel caso di applicazione dello scenario centrale, la produttività delle aziende coinvolte salirebbe tra il 2,8% e il 3,7%.
L’impatto complessivo sul prodotto interno lordo è stimato tra lo 0,45% e lo 0,65%. Qualora l’attuazione fosse più rapida, il contributo potrebbe invece collocarsi tra lo 0,75% e lo 0,95% del Pil.
Le imprese chiedono procedure semplici
La proposta nasce anche dai risultati di una rilevazione condotta dall’Istituto Piepoli su 1.232 aziende con un organico compreso tra 2 e 99 addetti. Per il 56% degli intervistati, i principali freni agli investimenti tecnologici sono l’alto livello dei costi e l’assenza di agevolazioni adeguate.
Il 76% delle imprese dichiara che utilizzerebbe un voucher pubblico se fosse accessibile attraverso una procedura senza passaggi complessi e prevedesse uno sconto o un pagamento diretto al fornitore. Tra le aziende associate, la quota raggiunge il 94%. Inoltre, il 70% ritiene che la misura potrebbe migliorare in modo concreto la propria competitività entro tre anni.
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Cosa finanzia Investo Digitale
Il progetto è stato presentato al governo in vista della prossima legge di Bilancio da Assosoftware, AIIP, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni. I destinatari sarebbero micro e piccole imprese, studi professionali ed enti del Terzo settore.
Il sostegno dovrebbe coprire non soltanto l’acquisto di tecnologie, ma anche la loro implementazione, la formazione e la consulenza. Nel perimetro rientrerebbero software, servizi cloud, intelligenza artificiale e cybersicurezza: ambiti che, secondo le organizzazioni coinvolte, gli strumenti già disponibili avrebbero sostenuto meno rispetto ai beni materiali e con modalità spesso troppo articolate per le strutture più piccole.
Le priorità indicate dalle aziende
Tra le soluzioni verso cui si concentrerebbero gli investimenti figurano intelligenza artificiale e automazione dei processi, indicate dal 30% delle imprese, seguite dai gestionali ERP con il 20% e dai programmi amministrativi e contabili con l’11%.
Quanto ai risultati attesi, il beneficio più citato è il risparmio di tempo, al 22%. Seguono la diminuzione dei costi operativi, al 21%, e l’incremento della produttività, al 19%. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’incentivo in una misura trasversale, capace di sostenere la crescita digitale dell’intero sistema economico.
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