Denise Pipitone, il presagio di Piera Maggio: «Mi pedinavano»
A Verissimo la madre di Denise ha ricordato le minacce precedenti alla scomparsa e ha ribadito la sua convinzione sul movente legato alla gelosia.
La vigilia della scomparsa di Denise Pipitone, Piera Maggio racconta di aver avvertito un pericolo senza riuscire a spiegarne l’origine. Ospite di Verissimo, la madre della bambina ha ripercorso i momenti che precedettero il rapimento, le intimidazioni subite e il lungo percorso giudiziario seguito al caso. Denise, scomparsa a Mazara del Vallo il primo settembre 2004 quando aveva quattro anni, compie oggi 26 anni.
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Quel presentimento prima della scomparsa
Maggio ha ricordato un episodio avvenuto due giorni prima del sequestro. Stava rientrando da un matrimonio insieme alla figlia, che viaggiava sul seggiolino, quando ebbe una sensazione improvvisa e inquietante: «Sentii qualcosa di strano e spaventoso nei suoi confronti». Si voltò verso la bambina, che nel frattempo si era addormentata, ma non poteva immaginare che di lì a poco sarebbe scomparsa.
Secondo la madre, quella paura non era del tutto immotivata. Nei giorni precedenti, infatti, avrebbe ricevuto minacce e sarebbe stata bersaglio di comportamenti intimidatori, circostanze che – ha spiegato – risultano anche agli atti e furono affrontate durante il procedimento di primo grado.
Le accuse e il movente della gelosia
Nel corso dell’intervista, Maggio ha collegato quelle pressioni alla gelosia. Ha riferito che qualcuno le danneggiò l’automobile, tagliandone gli pneumatici, e che per un periodo fu seguita con continuità. Ha inoltre raccontato di aver visto persone transitare ripetutamente sotto la sua abitazione e di essere stata osservata mentre era in macchina con Denise.
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«Per amore di Pietro non ho presentato denuncia: questa è l’unica cosa di cui mi pento», ha detto la madre, riferendosi a Pietro Pulizzi, padre biologico di Denise. All’epoca dei fatti, Pulizzi era sposato con Anna Corona e non le aveva rivelato l’esistenza della bambina. Maggio, invece, risultava sposata con Tony Pipitone, il padre indicato all’anagrafe.
Il processo senza una condanna
Tra le persone processate ci fu Jessica Pulizzi, figlia allora diciassettenne di Pietro Pulizzi. L’accusa sosteneva un suo coinvolgimento nel sequestro, ma il procedimento si concluse con l’assoluzione per mancanza di prove sufficienti.
Tornando su quella vicenda, Maggio ha sostenuto che il movente fosse comunque presente e lo ha individuato nella gelosia nei suoi confronti. La madre di Denise ha ricordato che la Corte di Cassazione avrebbe riconosciuto l’esistenza del movente, pur lasciando ferma l’assoluzione determinata dall’insufficienza degli elementi probatori.
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