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Attualità 2 min di lettura59 min fa

David Rossi, Mussari rompe il silenzio: «Contenuto lunare»

L’ex presidente di Mps respinge ogni accusa, mentre la famiglia contesta la diffusione dei nomi prima della conclusione dei lavori parlamentari

Giuseppe Mussari respinge ogni ipotesi di coinvolgimento nella morte di David Rossi e contesta duramente il valore delle testimonianze che lo hanno indicato come possibile mandante. «Il problema è la qualità di chi ha detto queste cose», ha dichiarato l’ex presidente di Mps, definendo «lunare» il contenuto degli atti. Anche Gabriele Ceccherelli ha negato qualsiasi ruolo nella vicenda.

Mussari ha inoltre messo in dubbio l’affidabilità delle persone ascoltate, sostenendo che la valutazione delle loro dichiarazioni non possa prescindere dalla loro credibilità. Richiamando le ricostruzioni pubblicate dal Fatto quotidiano e l’accusa attribuita a Saverio Giampà, 61 anni, ha aggiunto di non avere altro da dichiarare dopo le parole della Commissione e dei testimoni.

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La famiglia contesta la diffusione dei nomi

Carolina Orlandi e Antonella Tognazzi, figlia e vedova di Rossi, hanno accolto con favore il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta e l’attenzione riservata alla possibile pista dell’omicidio. La pubblicazione dei nomi, tuttavia, ha provocato una reazione molto critica da parte delle due donne.

Attraverso una nota diffusa dal loro legale Carmelo Miceli, hanno fatto sapere di non capire la ragione per cui siano state rese pubbliche le identità di persone che, al momento, non risultano indagate. La famiglia ha definito «attonita» la modalità scelta, anche perché l’organismo parlamentare non ha ancora terminato il proprio lavoro.


Dubbi sulle informazioni emerse

Carolina Orlandi ha sottolineato il rischio che la diffusione di elementi parziali renda difficile comprendere l’intero quadro investigativo. Secondo la figlia di Rossi, le notizie finora circolate sono troppo frammentarie per costruire una ricostruzione coerente e attendibile.

Nella stessa comunicazione, madre e figlia hanno ricordato che spetta alla magistratura stabilire quanto siano attendibili i racconti e i nomi comparsi nelle testimonianze. Hanno anche chiesto che la gravità delle rivelazioni venga sottoposta alla valutazione dell’autorità giudiziaria.

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Cosa sostiene la Commissione

Il presidente Gianluca Vinci, esponente di Fratelli d’Italia, ha indicato Giuseppe Mussari, 64 anni, come possibile mandante dell’intimidazione e Gabriele Ceccherelli, 71 anni, noto come “Zena” per il suo passato nella Fiorentina, come possibile organizzatore dell’agguato. Nessuno dei due, però, è attualmente iscritto nel registro degli indagati e gli atti non sono ancora stati inviati alla procura.

Vinci ha spiegato che la scelta di rendere pubblici i nomi sarebbe stata compiuta anche per consentire ai diretti interessati di tutelarsi. «Devono potersi difendere e negare», ha affermato il presidente, annunciando che entrambi saranno ascoltati con modalità simili a quelle di un interrogatorio.


Le garanzie per gli interessati

Durante l’audizione, Mussari e Ceccherelli potranno essere affiancati da un avvocato e avranno la facoltà di non rispondere a determinate domande. La Commissione dovrà quindi raccogliere le loro versioni nel rispetto delle garanzie previste per chi viene chiamato a fornire chiarimenti.

La famiglia Rossi ha precisato di non voler escludere in partenza nessuna direzione investigativa, compresa l’eventualità di una pista interna. Ha però messo in guardia dal rischio che testimonianze e accuse ancora da verificare producano una condanna anticipata sul piano mediatico.

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