David Rossi, il nome che può cambiare tutto: l’anticipazione di Giletti
In un video, il conduttore anticipa le conclusioni della commissione parlamentare sulla morte del manager di Banca Monte dei Paschi di Siena e cita Giuseppe Mussari come presunto mandante
Massimo Giletti promette di ricostruire l’intera vicenda nella puntata di lunedì di Lo stato delle cose, su Rai 3. «Domani a Lo stato delle cose su Rai 3 racconteremo tutta questa storia nei minimi dettagli», annuncia nel video registrato dopo il suo arrivo a Roma.
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Un nome al centro dell’anticipazione
Nel filmato il giornalista richiama il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi e sostiene che dai suoi accertamenti emergerebbe il nome di un presunto mandante. Si tratterebbe di Giuseppe Mussari, che all’epoca dei fatti ricopriva la carica di presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Giletti sottolinea però che l’eventuale responsabilità dovrà essere valutata attraverso un’indagine giudiziaria. Per questo precisa di parlare di «presunti» esecutori e mandanti, pur definendo molto rilevante il nome che potrebbe essere indicato dagli atti parlamentari.
Dal suicidio all’ipotesi di omicidio
Secondo il conduttore, il quadro emerso negli ultimi anni non consentirebbe più di limitarsi alla ricostruzione del suicidio. «Abbiamo la certezza oggi che si deve e si può solo parlare di omicidio», afferma nel video, collegando questa posizione agli approfondimenti svolti dalla commissione.
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David Rossi, responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, morì il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni. Il caso è stato archiviato due volte come suicidio, ma i familiari e diverse inchieste giornalistiche hanno continuato a mettere in discussione quella conclusione.
La seduta decisiva della commissione
La Commissione parlamentare d’inchiesta dovrebbe riunirsi lunedì 19 ottobre per formalizzare le proprie conclusioni. Giletti anticipa che in quella sede potrebbero essere indicati sia i presunti esecutori sia chi avrebbe ordinato l’azione, aprendo una nuova fase sul caso.
Il giornalista descrive la possibile rivelazione come una notizia di grande rilievo e ricorda che la vicenda viene esaminata da 13 anni. Gli eventuali nomi e le responsabilità dovranno comunque essere verificati nelle sedi competenti, a partire dagli atti della commissione e dagli accertamenti della magistratura.
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