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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Damiano, la morte resta un mistero: decisiva l’autopsia

La babysitter di 22 anni era l’unica adulta con il bambino a Mogliano Veneto: la procura indaga e attende l’esame autoptico per chiarire le cause del decesso.

L’esame autoptico sarà il passaggio decisivo per capire perché Damiano, un bambino di un anno, sia morto durante la notte in un’abitazione di Mogliano Veneto, nel Trevigiano. Al momento gli investigatori valutano più possibilità, senza escludere alcuna ricostruzione.

La babysitter di 22 anni, unica adulta presente quando il piccolo ha avuto il malore, risulta iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo. Si tratta di un atto previsto dalla procedura e consente anche alla giovane di nominare un consulente medico-legale per assistere agli accertamenti.


L’ipotesi medica resta da verificare

Tra gli scenari considerati compare un arresto cardiaco collegato a una carenza di ossigeno. L’ipossia potrebbe essere stata provocata dall’inalazione o dall’ingestione involontaria di un alimento o di un oggetto, ma per ora non ci sono conferme.

Saranno gli esami sul corpo a fornire indicazioni più precise sull’origine del decesso. La difesa della babysitter confida che l’autopsia possa chiarire la dinamica e verificare se vi siano elementi per escludere responsabilità a carico della ragazza.


Il racconto della babysitter

La giovane ha affidato la propria versione all’avvocata Lisa Caldato. Ha riferito di aver messo a dormire il bambino e di averlo trovato poco dopo con il volto cianotico, ancora caldo al momento del suo intervento.

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«Ero sconvolta. Quando sono tornata a controllarlo era diventato blu; ho iniziato subito il massaggio cardiaco e ho chiamato i soccorsi», ha raccontato la 22enne. La ragazza frequenta studi infermieristici all’università e ha spiegato che le conoscenze acquisite le hanno permesso di intervenire immediatamente.


La serata prima dell’emergenza

I genitori di Damiano erano usciti lasciando i figli affidati alla babysitter, che conosceva da tempo la famiglia. Nell’abitazione si trovava anche la sorella tredicenne del bambino; la coppia ha complessivamente altri sei figli ed è legata alla comunità neocatecumenale.

Dopo la chiamata, i soccorritori hanno proseguito a lungo le manovre di rianimazione. Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile: la morte è stata constatata intorno all’1.30.

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