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Attualità 2 min di lettura29 min fa

Dall’Unesco ai tavoli di San Paolo: 20 chef raccontano l’Italia

La quindicesima edizione porta nella metropoli brasiliana le tradizioni di tutte le regioni italiane, con cuochi dei due Paesi impegnati insieme fino al 25 ottobre.

La cucina italiana entra nei ristoranti di San Paolo con un appuntamento che arriva pochi mesi dopo l’inserimento nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, avvenuto nel dicembre 2025. Da domani al 25 ottobre, la città ospiterà la quindicesima Settimana della cucina regionale italiana, con venti locali coinvolti e altrettanti chef arrivati dall’Italia.

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Il riconoscimento diventa incontro

L’iniziativa è organizzata dal Consolato generale d’Italia e punta a trasformare la tavola in uno spazio di confronto tra culture. In ciascun ristorante, il professionista italiano affiancherà un cuoco brasiliano per creare percorsi gastronomici legati alle diverse identità regionali della Penisola.

Durante l’apertura, Angela Gandra, responsabile delle relazioni internazionali di San Paolo, ha evidenziato il peso della gastronomia nei rapporti tra Paesi e nella crescita economica. La dirigente ha inoltre richiamato il legame storico costruito nel tempo tra la metropoli brasiliana e la comunità italiana.

Mauro Campanella, console generale, ha collegato il riconoscimento dell’Unesco alla capacità della tradizione culinaria di rinnovarsi senza interrompere il passaggio tra generazioni. «La lingua e la cucina sono due colonne portanti della nostra cultura», ha affermato, sottolineando anche il contributo delle scuole alla conservazione di questo patrimonio.

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Venti regioni, una tavola comune

Tra i protagonisti dell’edizione figura Geraldo Landulfo, rappresentante dell’Accademia Italiana della Cucina e responsabile della cura del progetto. Per lui, prendere parte alla manifestazione significa «restituire un po' di quello che l'Italia mi ha dato» e dimostrare riconoscenza verso il Paese che lo ha accolto.

Maddalena Fossati Dondero sarà invece l’ospite d’onore. Direttrice di La Cucina Italiana e alla guida del comitato che ha sostenuto la candidatura all’Unesco, ha descritto la gastronomia come un racconto dell’identità, oltre che come esperienza alimentare: «La cucina italiana non è solo qualcosa che mangiamo, è qualcosa che racconta chi siamo».

Fossati Dondero ha infine valorizzato la collaborazione tra professionisti italiani e brasiliani, affidando alla convivialità un messaggio di fiducia: «Mi fa sperare davvero che il mondo possa cambiare attraverso la nostra cara tavola».

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