Dal 2027 la scuola perde 7mila posti, proteste
Il conto comprende 5mila docenti e 2mila addetti; Pd e sindacati contestano le scelte dell’esecutivo.
La manovra prevede per il 2027 una riduzione complessiva di 7mila posti nel comparto scolastico. Il taglio riguarda 5mila insegnanti e 2mila lavoratori del personale scolastico.
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Le riduzioni previste
La contrazione dell’organico coinvolgerà soprattutto il corpo docente, con 5mila posizioni in meno. Altri 2mila posti saranno eliminati tra il personale scolastico non docente.
Gli esuberi sono programmati per il 2027 e rientrano nelle misure inserite nella legge di bilancio. Il testo non fornisce, nel materiale disponibile, ulteriori dettagli sulla distribuzione territoriale o sui singoli profili interessati.
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Le reazioni politiche
Il Partito democratico ha criticato l’intervento, sostenendo che il governo ricorra alla scuola quando cerca risorse per i conti pubblici. L’accusa è che i risparmi vengano ottenuti riducendo gli organici del settore.
Contrari anche i sindacati, che si sono espressi contro la diminuzione dei posti prevista dalla manovra. La protesta riguarda sia la riduzione delle cattedre sia quella relativa agli altri lavoratori della scuola.
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