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Attualità 3 min di lettura4 ore fa

Crociera a vita, oltre 200 passeggeri sbarcati in Cambogia

La società Villa Vie Residences ha fermato il viaggio dopo il rincaro del carburante e concesso sette ore per lasciare la nave

La MV Odyssey ha interrotto la sua crociera residenziale e ha fatto scendere oltre 200 passeggeri a Sihanoukville, in Cambogia. Ai residenti sono state concesse soltanto sette ore per raccogliere effetti personali e bagagli.

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Il carburante ha fermato il viaggio

Villa Vie Residences, proprietaria della nave, ha comunicato martedì di non disporre più delle risorse necessarie a coprire le spese operative. In alcune aree dell’Asia il costo mensile del carburante sarebbe cresciuto del 350%, passando da una stima iniziale di 1.800 dollari per cabina fino a 8mila dollari.

La società ha spiegato di aver provato a contenere i consumi riducendo la velocità e prolungando le soste nei porti. Le misure, però, non hanno compensato le perdite accumulate dopo l’inizio del conflitto, alla fine di febbraio, e l’aumento delle tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz.

La compagnia sta valutando una ristrutturazione e la ricerca di nuovi finanziamenti entro i prossimi 60 giorni. Nel frattempo ha organizzato il trasferimento dei passeggeri in autobus verso la città portuale sul Golfo di Thailandia e ha dichiarato di essere alla ricerca di sistemazioni temporanee.


Due anni vissuti a bordo

L’idea della Odyssey era offrire una residenza sul mare senza una destinazione definitiva né una data di rientro. La nave era partita da Belfast nell’ottobre 2024, quando molti clienti cercavano anche un modo per trascorrere lontano dagli Stati Uniti i quattro anni della nuova presidenza di Donald Trump.

Una coppia aveva pagato 319.998 dollari per il viaggio. I contratti di permanenza più lunghi richiedevano alcune centinaia di migliaia di dollari aggiuntivi, oltre alle spese mensili per pasti, bevande, connessione internet, pulizia e attività dedicate al benessere.

A bordo c’erano piscina, palestra, teatro, bar e campo da pickleball. La nave, lunga 196 metri, ospitava anche un medico e due infermiere, oltre a un equipaggio internazionale di 156 persone. Tra i residenti figuravano pensionati e lavoratori a distanza; alcuni avevano portato con sé animali domestici e arredi personali.

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La MV Odyssey non era nata come struttura residenziale. In precedenza si chiamava MS Braemar ed era una nave da crociera tradizionale di circa trent’anni, acquistata e poi adattata da Villa Vie dopo il periodo della pandemia.


Passeggeri senza una sistemazione

La sera precedente allo sbarco, tra i residenti si era diffusa l’ipotesi che il viaggio fosse vicino alla conclusione. La compagnia aveva chiesto un contributo di 1.800 dollari a persona per finanziare la tratta fino a Bangkok, ma il giorno successivo un annuncio dagli altoparlanti ha confermato l’impossibilità di acquistare il carburante necessario.

Kit Cassingham, rimasta a bordo per due anni con il marito Randy, ha descritto così l’atmosfera tra i passeggeri: «La gente era sotto shock, intontita, piangeva». La coppia aveva trasformato la cabina in un’abitazione, con tappeti sul pavimento e quadri alle pareti.

Secondo diverse testimonianze, la società non avrebbe fornito denaro per affrontare l’emergenza né un elenco di alberghi disponibili in Cambogia. In un secondo momento sono stati proposti alcuni posti su un volo charter diretto negli Stati Uniti, ma diversi passeggeri avevano già lasciato la zona.

Nei mesi precedenti erano emersi altri segnali di difficoltà: qualità del cibo più bassa, porzioni ridotte e meno escursioni organizzate. Alcuni residenti avevano quindi scelto di abbandonare la nave prima dell’annuncio ufficiale.

Randy Cassingham continua ad aggiornare il proprio blog dalla Cambogia. «Non stiamo dicendo: “Poveri noi”. Sappiamo che tante persone sono in difficoltà, cercano di fare benzina e di mettere il cibo in tavola. Noi siamo molto fortunati», ha scritto.

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