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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Crans Montana, dieci verifiche finite sotto accusa

L’inchiesta sulla morte di 41 persone al Constellation ricostruisce omissioni e irregolarità, dalla gestione del locale ai controlli sulla sicurezza degli ambienti.

La tragedia del 31 gennaio 2025 al Constellation non sarebbe legata a una sola violazione. Dalle carte dell’inchiesta giudiziaria su Crans Montana emerge invece un insieme di omissioni e verifiche inefficaci, con almeno dieci circostanze finite sotto esame.

Tra gli elementi più delicati compare il rivestimento fonoassorbente ad alta infiammabilità presente sulle pareti. Secondo gli atti, il materiale non sarebbe stato rilevato dagli ispettori comunali durante due sopralluoghi distinti.


Un locale segnato da più irregolarità

Gli investigatori richiamano diversi interventi e spazi che non avrebbero rispettato le procedure previste. Tra questi figura un seminterrato rinnovato senza le necessarie autorizzazioni, insieme a una sala fumatori che non sarebbe stata indicata ufficialmente.

Anche i piani collocati sotto il livello principale del locale vengono descritti come non conformi. Il quadro delineato dagli atti, quindi, comprende ambienti modificati o utilizzati senza che le relative condizioni risultassero pienamente regolari.


Il materiale infiammabile non rilevato

Il punto più grave riguarda però la schiuma acustica applicata alle pareti del Constellation. Per le sue caratteristiche, quel materiale rappresentava un rischio rilevante in caso d’incendio, ma la sua presenza sarebbe stata trascurata dagli uffici incaricati dei controlli.

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La contestazione non riguarda un unico sopralluogo: l’inchiesta indica due ispezioni comunali nelle quali il rivestimento non sarebbe stato individuato. È questo uno degli elementi che contribuiscono a delineare la catena di dieci controlli falliti o ignorati ricostruita dagli investigatori.


I dubbi sulla gestione del Constellation

Le verifiche si concentrano anche su Jacques e Jessica Moretti, ai quali nel 2015 fu affidata la gestione del locale. Nella documentazione relativa all’incarico, i due avrebbero presentato curricula privi di elementi problematici.

Secondo quanto emerge dall’inchiesta, tuttavia, sarebbero state omesse due condanne riportate in Francia: una per sfruttamento della prostituzione e l’altra per frode. Questo aspetto si aggiunge alle irregolarità edilizie e ai mancati rilievi sulla sicurezza, completando il quadro delle responsabilità e delle negligenze esaminate dopo la morte delle 41 persone.

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