Clima, la resa non è scritta: perché tornare in piazza
Il caldo supera le attese, ma mobilitazioni e interventi locali dimostrano che contrastare gli effetti della crisi climatica resta ancora possibile.
Il nuovo sciopero per il clima convocato da Fridays For Future in Italia si terrà venerdì 16 ottobre. La mobilitazione nasce anche dalla contestazione delle scelte del governo e del peso attribuito agli interessi industriali, indicati come fattori che hanno contribuito a rendere drammatici i danni per l’agricoltura in alcune zone del Paese.
La manifestazione rilancia un messaggio preciso: la crisi climatica non può diventare un alibi per accettare un futuro fatto soltanto di conflitti, rinunce e impoverimento. Secondo questa impostazione, la scienza ha documentato i rischi con largo anticipo e continua a indicare margini concreti per limitare ciò che ancora può essere evitato.
Rowenta
-20% sugli aspirapolvere Rowenta
Le città possono ancora reagire
Un esempio di intervento possibile arriva dalle amministrazioni locali. Rimuovere il cemento da alcune superfici urbane, restituendo spazio al terreno, aumenta la capacità del suolo di assorbire l’acqua e può attenuare gli effetti delle ondate di calore.
Questa pratica, spesso indicata con il termine “depaving”, non risolve da sola l’emergenza globale, ma rappresenta una delle strategie con cui le città possono adattarsi alle nuove condizioni. Le iniziative territoriali si aggiungono alle mobilitazioni internazionali che, negli ultimi anni, hanno contribuito a evitare alcuni degli scenari più estremi elaborati dall’IPCC.
L’autunno porta un caldo anomalo
L’arrivo dell’autunno non ha cancellato i segnali dell’emergenza. Dopo un’estate segnata da temperature eccezionali, anche questa stagione sta mostrando valori fuori dall’ordinario, forse meno evidenti nella vita quotidiana ma destinati a produrre conseguenze rilevanti sugli ecosistemi e sulle attività umane.
Agosto è risultato il mese più caldo dall’inizio delle misurazioni, secondo Copernicus. Intanto la Marmolada, divenuta negli anni uno dei simboli del riscaldamento globale, potrebbe perdere definitivamente il proprio ghiacciaio entro 20 anni.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Le previsioni hanno retto alla prova
La solidità delle proiezioni climatiche è uno degli elementi più difficili da ignorare. Decenni di ricerca sostenuta e il lavoro di numerosi scienziati hanno prodotto stime che, nel complesso, coincidono con quanto oggi osserviamo sul declino dei ghiacci e sull’aumento delle temperature marine.
Nel sesto rapporto dell’IPCC era indicato il 2025 come termine entro il quale le emissioni avrebbero dovuto raggiungere il loro massimo per mantenere l’aumento medio globale entro 1,5 °C. Quel passaggio non si è verificato; proprio il 2025 è stato invece il primo anno nel quale la soglia è stata raggiunta, mentre le annate successive rischiano di oltrepassarla con sempre maggiore frequenza.
Il pessimismo non è l’unica scelta
Le persone nate oggi potrebbero diventare adulte in un ambiente profondamente diverso da quello conosciuto dalle generazioni precedenti. Le conseguenze non appartengono a un futuro astratto: riguardano già il presente e coinvolgono comunità, territori e sistemi produttivi.
Le Nazioni Unite ritengono ormai non realistico mantenere stabilmente il riscaldamento sotto 1,5 °C e prevedono trasformazioni molto pesanti del clima. Tuttavia, accettare l’idea che nulla possa più essere fatto finirebbe per favorire proprio chi ha contribuito consapevolmente a rendere più vulnerabili intere popolazioni.
La solidarietà internazionale e la pressione della società civile hanno già ridotto alcuni dei rischi peggiori prospettati dai modelli. Per questo la possibilità di difendere condizioni di vita dignitose non va considerata esaurita: la scienza ha segnalato con precisione la gravità della situazione, ma indica ancora anche lo spazio per intervenire.
Continua a leggere
Oregon, quattro vittime a scuola: assalitore fermato da un cittadino
A Bend un sedicenne ha aperto il fuoco nella scuola elementare Silver Rail: uccisi tre alunni e una maestra, mentre altri due feriti sono in gravi condizioni.
Frontiere, la svolta tra Meloni e Sánchez: controlli verso la fine
Roma e Madrid preparano il superamento delle verifiche temporanee, mentre i rispettivi ministri dell’Interno lavorano a una soluzione entro il 22 ottobre.
Dolori e un rifiuto: così sono state le ultime ore di Robert Kelker-Kelly
Il rapporto della polizia ricostruisce quanto accaduto prima della morte dell’attore, trovato senza sensi dalla moglie nella loro abitazione.
Trump attacca Zelensky mentre l’Ue prepara il confronto sull’Ucraina
A Bruxelles prosegue il Consiglio Europeo: la guerra sarà al centro dell’incontro con il presidente ucraino, insieme a difesa, sicurezza e migrazioni