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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Citazioni scientifiche inventate, casi quadruplicati in tre anni

Uno studio internazionale rileva riferimenti inesistenti in fisica, informatica, ingegneria e intelligenza artificiale

Le citazioni scientifiche inventate sono quadruplicate in poco più di tre anni. Il fenomeno, già rilevato nella medicina, coinvolge anche fisica, scienza dei materiali, informatica, intelligenza artificiale, ingegneria e chimica.

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I numeri dell’indagine

La ricerca, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha esaminato mezzo milione di articoli usciti tra gennaio 2023 e marzo 2026. Il gruppo della Columbia University, guidato da Maxim Topaz, ha passato al vaglio oltre 21,6 milioni di riferimenti dotati di identificativo digitale, individuando 1.135 citazioni inesistenti distribuite in 619 pubblicazioni.

Una verifica condotta alla cieca da due revisori indipendenti ha confermato che l’85,8% dei riferimenti sospetti era stato fabbricato. Le fonti non risultavano rintracciabili in sette banche dati bibliografiche internazionali. Secondo le proiezioni dei ricercatori, considerando circa 7 milioni di articoli pubblicati nei settori analizzati, almeno 8.500 studi potrebbero contenere una o più citazioni prive di riscontro.


Fisica prima tra le discipline

Nel 2023 gli articoli interessati erano circa uno ogni 1.600. Nel 2025 il rapporto è salito a uno ogni 650, mentre nei primi tre mesi del 2026 ha raggiunto un caso ogni 435 pubblicazioni. La frequenza varia sensibilmente tra le aree di ricerca: la fisica registra 25,6 articoli coinvolti ogni 10mila, la scienza dei materiali 18,4, informatica e intelligenza artificiale 11,1, ingegneria 10,3 e chimica 4,3.

Topaz ha respinto l’ipotesi che la medicina rappresenti un’eccezione. «Una citazione è una promessa formale al lettore: assicura che la fonte esista davvero e sostenga quanto viene affermato», ha spiegato il docente della Columbia University. Secondo il gruppo di ricerca, la crescita osservata mostra invece che il problema attraversa numerosi ambiti scientifici.

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Intelligenza artificiale e frodi

Tra le possibili cause figurano le fabbriche di manoscritti, servizi clandestini che producono articoli destinati a rafforzare i curricula dei ricercatori, e l’impiego senza controlli dei sistemi di intelligenza artificiale. Questi strumenti possono generare riferimenti plausibili nella forma, ma collegati a studi mai pubblicati. Una precedente analisi dello stesso gruppo, diffusa a settembre, aveva rilevato che 26 modelli avevano inventato oltre il 55% delle fonti richieste durante le prove.

Un ulteriore elemento riguarda l’abitudine, diffusa soprattutto tra i fisici, di citare lavori depositati in archivi aperti prima della revisione scientifica. Tra i 619 articoli individuati, 27 contenevano almeno cinque riferimenti falsi e concentravano oltre un terzo del totale. Al momento del controllo, soltanto due pubblicazioni erano state ritirate dagli editori, nonostante la diversa gravità dei casi.


I controlli proposti agli editori

Gli autori ritengono che i riferimenti possano essere verificati automaticamente prima dell’invio di un articolo alle riviste. «Questo è uno dei pochi problemi di integrità scientifica che può essere individuato interamente da un sistema automatico prima della stampa», ha osservato Topaz.

Il gruppo chiede quindi alle case editrici di rendere obbligatorio il controllo informatico delle bibliografie e alle banche dati di creare una categoria specifica per le citazioni inventate. Il laboratorio ha inoltre ricevuto un finanziamento federale di 250mila dollari per analizzare 12 milioni di studi biomedici e predisporre procedure contro la generazione di fonti inesistenti.

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