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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Cisgiordania, fermate italiane tra gli ulivi: la richiesta di Roma

Le connazionali erano con agricoltori palestinesi nel sud di Hebron quando sono state bloccate dalle forze israeliane insieme ad altri volontari stranieri.

Il caso è già arrivato sul tavolo della diplomazia italiana: Roma sta cercando di ricostruire le circostanze del fermo di alcune cittadine italiane in Cisgiordania. Le autorità israeliane hanno confermato che le donne sono state portate in una stazione di polizia.

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Roma cerca risposte sul fermo

L’episodio è avvenuto nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, mentre le attiviste accompagnavano alcuni agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. Con loro sarebbero stati bloccati anche altri attivisti internazionali.

Appresa la notizia, l’ambasciata italiana a Tel Aviv e il consolato generale a Gerusalemme hanno avviato i contatti con le autorità israeliane. Attraverso i canali diplomatici, le rappresentanze hanno domandato informazioni sia sulle ragioni dell’intervento sia sulle condizioni delle connazionali.

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Le attiviste restano in custodia

Il ministero degli Esteri segue la vicenda attraverso la Farnesina e le sedi diplomatiche presenti nell’area. Al momento, l’unico elemento confermato è che le italiane si trovano in una struttura della polizia israeliana.

Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle contestazioni o sui tempi del loro eventuale rilascio. Le autorità italiane attendono quindi chiarimenti più completi sull’accaduto e sulla posizione delle attiviste.

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