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Attualità 2 min di lettura14 ott

Cinisello, il giallo del neonato: spunta un testimone

La polizia cerca la madre del bambino lasciato in strada, mentre il piccolo migliora e Bertolaso propone per lui il nome Leone.

La polizia sta cercando di identificare la madre del neonato trovato a Cinisello Balsamo, nel Milanese, lunedì 12 ottobre. Gli investigatori stanno analizzando le registrazioni delle telecamere della zona e verificando gli accessi ai pronto soccorso lombardi per individuare donne con sintomi compatibili con un parto recente.

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Le ricerche si allargano

Le immagini finora esaminate non avrebbero mostrato il momento in cui il bambino è stato lasciato. Gli accertamenti si concentrano quindi su Cinisello Balsamo e sui comuni circostanti, mentre proseguono le verifiche negli ospedali della Lombardia.

Un possibile elemento utile alle indagini arriva dal racconto di una donna intervenuta dopo il ritrovamento. La testimone ha riferito di essere stata avvicinata da uno sconosciuto che voleva sapere se il neonato fosse ancora vivo, senza che sia stato possibile stabilire se quell’uomo avesse un collegamento con il piccolo.


Il neonato ora respira da solo

Il bambino è ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano e, dopo le difficoltà iniziali, le sue condizioni sono diventate stabili. Guido Bertolaso, assessore lombardo al Welfare, ha spiegato che il neonato respira autonomamente, pur restando sotto osservazione nella Terapia intensiva neonatale.

Durante la visita nella struttura, Bertolaso ha riferito che il personale sanitario sta assistendo il piccolo con grande attenzione. I medici attendono ora che inizi ad alimentarsi succhiando il latte, un passaggio considerato importante per il suo recupero.


Il particolare raccontato dalla donna

La testimone ha ricostruito l’episodio durante la trasmissione Dentro la notizia. Ha raccontato di aver visto un’ambulanza, alcuni stracci e un sacchetto contenente la placenta; il neonato era già stato preso in carico dai soccorritori e trasferito verso l’ospedale.

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Mentre si allontanava, la donna sarebbe stata fermata da un uomo. «Mi ha chiesto se il bambino fosse vivo o morto. Gli ho risposto che era vivo e lui se n’è andato», ha riferito. Secondo la sua descrizione, lo sconosciuto parlava italiano con difficoltà e le era sembrato di origine peruviana.


Dal ritrovamento al ricovero

L’allarme era scattato intorno alle 16.15 in via Monte Ortigara, all’incrocio con via Pasubio. Una donna che portava a spasso il cane aveva sentito dei vagiti provenire da un sacchetto abbandonato sul marciapiede e aveva chiamato i soccorsi.

All’interno, avvolto in un telo, c’era un bambino di circa quattro chili, nato probabilmente da non più di due ore. Il cordone ombelicale risultava strappato e la placenta era rimasta nel sacchetto. Il 118 lo aveva trasportato in codice rosso al Niguarda, dove i sanitari avevano rilevato una lieve ipotermia e disposto un supporto respiratorio.

Bertolaso ha poi avanzato, insieme al personale dell’ospedale, l’idea di chiamare il neonato Leone, in riferimento a Papa Leone XIV. «Vorremmo chiamarlo Leone, come il Papa», ha detto, spiegando che il nome dovrebbe rappresentare sia un augurio per il Pontefice sia un auspicio per il bambino, già costretto ad affrontare una prova molto difficile.

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