Christa Pike viva dopo l’iniezione letale fallita
La detenuta è ricoverata e prepara con i legali il ricorso contro un nuovo tentativo di esecuzione
Christa Pike è sopravvissuta al tentativo di esecuzione con iniezione letale avvenuto il 30 settembre in Tennessee.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
L’isolamento dopo il tentativo
La detenuta, 50 anni, è ancora ricoverata e ha cominciato con i suoi avvocati un’azione legale per impedire che venga fissato un secondo tentativo. Dopo la procedura fallita era stata intubata e i legali non ritenevano probabile che potesse salvarsi.
Nel comunicato diffuso dalla difesa, Pike ha raccontato di essere rimasta soprattutto separata dagli altri nell’infermeria del carcere. «Da quella notte, sono stata per lo più isolata nell'infermeria del carcere, lontano dalle altre persone e dai legami umani che per me contano così tanto», ha dichiarato.
Ha aggiunto che questa condizione le ha ricordato i 28 anni trascorsi in isolamento. Secondo la detenuta, una parte delle difficoltà attuali deriva proprio dal ritorno a una situazione già vissuta a lungo.
Le conseguenze sulla salute
Pike ha riferito di avere dolore in diverse parti del corpo e di riuscire ancora con fatica a parlare. Ha spiegato ai suoi avvocati di essere in fase di recupero, precisando però che migliorare dal punto di vista medico non significa sentirsi bene.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
«Da quella notte non c'è stato un solo istante in cui non abbia provato dolore. Mi fa male tutto il corpo. Mi fanno male le braccia. Mi fanno male le mani. Mi fa male la gola. Faccio ancora fatica a parlare», ha scritto nella nota.
La sofferenza descritta da Pike non riguarda soltanto le condizioni fisiche. «C'è dolore nella mia mente e nella mia anima», ha affermato, riferendosi agli effetti psicologici dell’esecuzione interrotta.
La condanna e il precedente
Pike è nel braccio della morte per l’omicidio di Colleen Slemmer, sua compagna di classe, uccisa a coltellate nel 1995. La condanna capitale è stata eseguita solo in parte il 30 settembre, quando la somministrazione delle sostanze non ha portato alla sua morte.
Il Death Penalty Information Center indica Pike come l’unica persona sopravvissuta a un’iniezione letale somministrata nel corso di un’esecuzione. Ora la difesa punta a evitare che le autorità del Tennessee possano sottoporla a una nuova procedura.
Continua a leggere
Christa Pike sopravvive all’iniezione letale, legali chiedono l’ergastolo
A un mese dal tentativo in Tennessee, la detenuta riferisce dolori persistenti e i legali chiedono di cambiare pena.
Dopo l’esecuzione fallita, Christa Pike: «Dolore costante»
La detenuta del Tennessee ha parlato della sofferenza e della famiglia della vittima
Christa Pike racconta il dolore dopo l'esecuzione fallita
A un mese dalla procedura del 30 settembre, la detenuta accusa di incompetenza chi ha gestito l'iniezione letale
Esecuzione fallita in Tennessee, Pike denuncia dolore e incompetenza
A un mese dalla procedura del 30 settembre, la detenuta riferisce conseguenze fisiche e psicologiche persistenti