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Attualità 1 min di lettura12 ore fa

Caso Rossi, la simulazione apre un nuovo interrogativo sulla caduta

A Roma sono stati riprodotti diversi scenari con il supporto dei Ris: i primi riscontri indicano una possibile colluttazione prima del volo dalla finestra.

Gianluca Vinci, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta, ha assistito alle prove svolte a Roma insieme agli specialisti incaricati di analizzare la morte di David Rossi. Alle simulazioni hanno partecipato anche il Ris e i vigili del fuoco, con l’obiettivo di verificare concretamente le diverse ipotesi sulla dinamica dei fatti.


Una scena ricostruita in palestra

Per l’esperimento è stato allestito un ambiente con un’apertura dalle dimensioni corrispondenti a quella presente nella sede del Monte dei Paschi di Siena, a Rocca Salimbeni. Un atleta dei carabinieri, scelto per la corporatura simile a quella di Rossi, ha ripetuto i movimenti che la vittima avrebbe potuto compiere negli istanti precedenti alla caduta.

Le prove hanno seguito i criteri della traumatologia forense e hanno preso in esame più combinazioni. Sono stati valutati scenari con una, due o tre persone coinvolte, considerando sia l’eventualità che Rossi fosse vigile sia quella di una perdita di coscienza. Il lavoro è stato coordinato dal medico Robbi Manghi e dall’ortopedico Marco Nigrisoli, con il tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris.

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I primi elementi sulla colluttazione

Secondo la valutazione tecnica iniziale, Rossi potrebbe essere stato affrontato con rapidità e violenza nel proprio ufficio da almeno due individui di corporatura robusta. Gli elementi osservati durante la ricostruzione fanno ritenere plausibile che fosse ancora cosciente prima di uscire dalla finestra e che abbia reagito all’aggressione.

La ricostruzione suggerisce inoltre che, una volta oltre il davanzale, Rossi avrebbe provato a restare aggrappato al bordo. La sua presa potrebbe essere stata trattenuta dagli aggressori, forse nel corso di un’azione intimidatoria, fino al momento in cui sarebbe venuta meno, provocando la caduta. Si tratta comunque di una prima valutazione, maturata nell’ambito degli accertamenti disposti dalla commissione sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Mps, deceduto a Siena nel 2013.

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