Casa Sartori collega il biometano alla rete Snam: meno camion
Il collegamento realizzato a Montespertoli elimina oltre 2.000 trasporti su strada ogni anno e aumenta il valore dell’energia prodotta
Il biometano del biodigestore Casa Sartori, a Montespertoli, viene immesso direttamente nella rete nazionale del gas.
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Meno camion sulle strade
L’impianto utilizza almeno metà dell’energia che consuma grazie alla produzione interna: una parte arriva dalla cogenerazione alimentata con il biogas della discarica, un’altra dagli impianti fotovoltaici. Anche l’elettricità acquistata proviene da fonti rinnovabili.
Secondo la valutazione ambientale condotta sui dati del 2025 con il metodo Lca, l’impronta climatica netta si attesta a circa 8 chilogrammi di CO₂ equivalente per ogni tonnellata di organico trattata. Nel calcolo rientrano anche le emissioni evitate attraverso la produzione di compost e biometano.
Il sindaco di Montespertoli Alessio Mugnaini ha evidenziato il beneficio per la viabilità locale: «Molti meno mezzi pesanti sulle strade». Prima dell’allacciamento, il prodotto veniva trasferito mediante carri bombolai, con il passaggio di circa sei mezzi al giorno e più di 2.000 nell’arco di un anno.
Lavori completati a settembre
L’intervento, costato 4,7 milioni di euro, è partito il 23 luglio e si è concluso il 18 settembre 2026. Il cantiere ha realizzato circa 480 metri di condotta e ha modificato diverse parti dell’impianto.
Sono stati aggiornati il settore di upgrading, dove il biogas viene depurato, e il sistema di compressione. È stata inoltre costruita una nuova cabina per misurare il gas e trasferirlo alla rete Snam. La struttura è già in funzione, ma procede con verifiche e regolazioni prima della piena operatività.
La nuova connessione può accogliere fino a 35.200 standard metri cubi di biometano al giorno, cioè l’intera capacità produttiva del biodigestore. L’immissione continua evita inoltre le interruzioni legate al cambio dei carri e rende più regolare l’utilizzo del gas.
Produzione e utenze servite
Nel 2025 Casa Sartori ha trattato circa 115.000 tonnellate di rifiuti organici. Tra gennaio e settembre 2026 il quantitativo è arrivato a 95.600 tonnellate, con una stima annuale di 135.000 tonnellate: quasi il 70% dell’organico prodotto nell’area dell’Ato Toscana Centro.
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Nei primi nove mesi dell’anno sono stati ottenuti 5,2 milioni di standard metri cubi di biometano. Per il 2026 la previsione è di circa 6,5 milioni di metri cubi, pari a 69,5 milioni di kWh di energia rinnovabile.
Il trattamento parte dalla digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani, che produce biogas. Dopo la purificazione, il gas assume le caratteristiche necessarie per essere trasferito nella rete nazionale; dalla stessa lavorazione deriva anche compost destinato all’agricoltura.
Un valore economico più alto
Con il precedente trasporto su gomma, ogni metro cubo garantiva una valorizzazione di circa 0,44 euro. L’accesso diretto alla rete porta il valore a circa 0,90 euro per metro cubo, più del doppio rispetto al sistema precedente.
Estra distribuirà il gas ai propri clienti. Quando Casa Sartori raggiungerà il regime previsto, i 9,5 milioni di metri cubi annui potranno coprire i consumi di circa 12.000 famiglie del territorio.
L’investimento porta a circa 80 milioni di euro la somma destinata finora al polo di Montespertoli. Alberto Irace, amministratore delegato di Plures, ha spiegato che il progetto unisce il recupero dell’organico alla produzione di energia rinnovabile e ha ricordato il contributo dei cittadini, la cui raccolta differenziata incide sulla qualità del trattamento.
Lorenzo Perra, presidente di Plures, ha collegato l’opera alla riduzione dell’impiego di combustibili fossili. Nicola Ciolini, amministratore delegato di Estra, ha invece descritto l’energia ottenuta dai rifiuti differenziati come una risorsa destinata a restare nel territorio.
A Casa Sartori arrivano i rifiuti organici raccolti nei Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia. Il polo produce biometano e compost e punta a ridurre ulteriormente i residui delle lavorazioni destinati allo smaltimento.
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