Carburanti, il piano M5s: credito d’imposta e tassa sui profitti record
Il Movimento 5 Stelle chiede a Bruxelles un sostegno per agricoltori e autotrasportatori, finanziato dagli extraprofitti delle multinazionali energetiche.
Un intervento europeo per alleggerire il costo del gasolio, coprendo almeno il 30% della spesa sostenuta da agricoltori e autotrasportatori. È la proposta rilanciata da Pasquale Tridico, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, che indica negli extraprofitti delle grandi società petrolifere la possibile fonte di finanziamento.
Secondo Tridico, nel 2026 le multinazionali avrebbero accumulato 76 miliardi di euro di guadagni aggiuntivi legati al petrolio. «Serve un aiuto europeo» basato su un prelievo su questi profitti e trasformato in un credito d’imposta destinato alle categorie produttive, ha spiegato richiamando anche il precedente del fondo Sure istituito durante la pandemia.
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Un credito per chi produce
La misura dovrebbe tradursi in un programma europeo di agevolazioni fiscali rivolto sia agli autotrasportatori sia alle imprese agricole. La soglia del 30% non è casuale: corrisponde, secondo il Movimento 5 Stelle, all’aumento dei costi per il gasolio registrato negli ultimi cinque mesi a parità di consumi.
L’obiettivo è redistribuire una parte delle risorse generate dal settore energetico e offrire un sostegno immediato a chi utilizza il carburante per lavorare. Tra le richieste avanzate dai manifestanti figurano anche un limite al prezzo del carburante, da finanziare attraverso la riserva agricola europea, e una revisione delle regole che governano il mercato.
Nel Sud la crisi si aggrava
Valentina Palmisano ha collegato la proposta alle mobilitazioni di autotrasportatori, agricoltori e produttori nel Mezzogiorno. «Il Sud è in crisi», ha affermato, sostenendo che il governo Meloni non starebbe fornendo risposte adeguate alle difficoltà denunciate nelle piazze.
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Mario Furore ha indicato l’impatto sui bilanci delle aziende: i costi di produzione sarebbero cresciuti del 20-30%, mentre i prezzi dei beni venduti non consentirebbero di recuperare quanto speso. Palmisano ha inoltre parlato di scaffali dei supermercati e distributori di carburante vuoti, descrivendo una situazione che, a suo giudizio, richiede interventi urgenti.
La richiesta arriva a Bruxelles
La delegazione del Movimento 5 Stelle ha portato il tema all’attenzione delle istituzioni europee con un’iniziativa fotografica organizzata durante la plenaria del Parlamento europeo. I cartelli esposti intendevano dare visibilità alle proteste partite dal Sud Italia e alle difficoltà denunciate dalle categorie interessate.
Furore ha annunciato anche la presentazione di un’interrogazione urgente alla Commissione europea. Il documento chiede innanzitutto di sapere se il governo italiano abbia informato Bruxelles sull’emergenza in corso e sollecita un intervento dell’Unione europea, insieme a misure rapide per contenere la crisi e modificare l’attuale funzionamento del mercato.
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