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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Carburanti, conto da 4,7 miliardi: il diesel rischia un altro rincaro

Tra marzo e agosto 2026 la spesa per i rifornimenti è aumentata, mentre il 5 ottobre termina la riduzione fiscale sul gasolio.

Gli automobilisti italiani hanno sostenuto una spesa aggiuntiva superiore a 4,7 miliardi di euro per benzina e gasolio tra marzo e agosto 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Soltanto luglio e agosto avrebbero prodotto un aggravio di 1,7 miliardi, secondo le stime dell’Adusbef.


Il conto dei rifornimenti cresce ancora

Nel semestre analizzato, la spesa complessiva sulle strade e sulle autostrade italiane ha raggiunto circa 30 miliardi di euro. Nello stesso arco temporale del 2025 erano stati impiegati 25,3 miliardi: la differenza restituisce la dimensione dell’impatto sui bilanci delle famiglie e delle imprese.

A preoccupare è anche l’incertezza legata alle quotazioni internazionali del petrolio. Il quadro in Medio Oriente continua infatti a influenzare i mercati, mantenendo i prezzi dei carburanti su valori più elevati rispetto al periodo precedente all’escalation del conflitto in Iran.


La richiesta di prorogare gli aiuti

Il Codacons sollecita le compagnie petrolifere a mantenere almeno fino a dicembre le riduzioni e i limiti sui prezzi adottati nelle ultime settimane. L’associazione ritiene che l’attuale situazione internazionale non offra le condizioni per un rapido ritorno alla normalità.

«Le quotazioni petrolifere sono ancora a livelli elevatissimi e il conflitto in Medio Oriente non sembra destinato a risolversi a breve», sostiene il Codacons. Secondo l’organizzazione, la fine dell’intervento fiscale sul gasolio potrebbe trasferire rapidamente nuovi costi sui consumatori.


Diesel, cosa cambia dal 5 ottobre

L’agevolazione di 6,1 centesimi al litro applicata alle accise sul diesel terminerà domani, 5 ottobre. Al suo posto entrerà in funzione il sistema delle accise mobili, che dovrebbe collegare il prelievo fiscale all’andamento dei prezzi dei carburanti.

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In assenza di ulteriori misure o di compensazioni attraverso il nuovo meccanismo, il gasolio potrebbe quindi rincarare fino a 6,1 centesimi al litro. La scadenza arriva dopo una fase di arretramento dei listini, rendendo più incerto il beneficio effettivo per chi deve fare rifornimento.


I ribassi non cancellano i rincari

Nell’ultima settimana, sulla rete ordinaria, la benzina ha perso in media 11 centesimi al litro, con un risparmio stimato di circa 5,5 euro per un pieno. Il diesel ha registrato una flessione ancora più ampia, pari a 13,3 centesimi, che vale circa 6,65 euro in meno a rifornimento.

Sulle autostrade la diminuzione è stata maggiore: meno 19 centesimi per la benzina e meno 19,1 per il gasolio. In questo caso, il risparmio su un pieno è stato quantificato in circa 9,5 euro.

Nonostante la discesa recente, il gasolio resta molto più caro rispetto ai livelli precedenti all’aggravarsi della crisi iraniana. Il Codacons calcola un aumento di 52,1 centesimi al litro, equivalente al 30,2% in più e a un esborso superiore a 26 euro per un pieno.

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