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Attualità 2 min di lettura48 min fa

Capovilla contro i trapper: «Chi pensa davvero ai ragazzi

Da Roma, l’artista invita interpreti e case discografiche a interrogarsi sull’influenza della musica sui più giovani e sui modelli di relazione che trasmette.

Il tema non è soltanto quello dei testi provocatori, ma la responsabilità esercitata dalla musica sulle nuove generazioni. Pierpaolo Capovilla ha rivolto un duro appello ai trapper e soprattutto ai loro discografici, chiedendo loro di valutare le conseguenze dei messaggi che arrivano agli adolescenti.

L’intervento è arrivato a Roma durante un incontro con la stampa insieme a Vinicio Capossela. Capovilla ha inoltre richiamato il caso di Sfera Ebbasta, ricordando la sua presenza come giudice a X Factor dopo la tragedia di Corinaldo e domandandosi, in sostanza, se anche il lutto e la responsabilità pubblica vengano tenuti in considerazione.


I testi e il peso educativo

Secondo Capovilla, il problema riguarda il modo in cui vengono rappresentati i rapporti tra uomini e donne. L’artista ha raccontato di averne discusso con lo psichiatra e intellettuale Piero Cipriano, collegando il tema alla necessità di educare bambini e adolescenti a relazioni fondate sull’amore e non sul conflitto.

Famiglia, scuola e professionisti della salute mentale possono provare a costruire questo percorso, ha osservato il musicista. Tuttavia, il lavoro educativo rischia di scontrarsi con la forza dei modelli proposti dagli artisti più ascoltati dai ragazzi.


L’accusa ai discografici

Nel mirino non sono finiti soltanto gli interpreti. Capovilla ha attribuito alle case discografiche una responsabilità particolare, perché decidono quali contenuti sostenere e diffondere davanti a un pubblico molto giovane.

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«Che si facciano un esame di coscienza questi trapper, ma non soltanto loro, soprattutto i loro discografici che hanno delle responsabilità nei confronti del Paese e delle nuove generazioni», ha detto l’artista. Ha anche ammesso di ascoltare a sua volta quel tipo di musica, sottolineando così quanto sia ampia la sua circolazione.


Il nuovo progetto con Capossela

Le dichiarazioni sono state pronunciate mentre Capovilla presentava il lavoro teatrale condiviso con Vinicio Capossela, “E la morte non avrà dominio”. Lo spettacolo ha debuttato nel fine settimana al Teatro Olimpico di Roma.

La produzione è curata da IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cupa, con l’anteprima inserita nel programma del Romaeuropa Festival 2026. L’impegno sul palco si accompagna quindi a una presa di posizione pubblica sul ruolo della musica e dell’industria discografica nel rapporto con gli adolescenti.

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