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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Campeggi e villaggi valgono 17,2 miliardi per l’Italia

La stagione 2026 registra più presenze e ricavi, con la montagna in crescita e il Nord in testa

Campeggi e villaggi turistici hanno prodotto in Italia 17,2 miliardi di euro di valore aggiunto diretto.

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La montagna guida la crescita

Le strutture del Nord hanno sostenuto l’andamento del comparto. A metà settembre, le presenze risultavano in aumento dell’1,7% circa nel Nord-Ovest e dell’1% nel Nord-Est, secondo le rilevazioni condotte su 316 imprese.

Il Centro ha invece accusato una diminuzione del 2%, mentre nelle isole il calo si è fermato intorno all’1%. Le due aree hanno però recuperato nella seconda parte di settembre e hanno registrato la quota più elevata di nuovi clienti: il 54,4%, contro il 45% di ospiti già acquisiti.


Ricavi e soggiorni nel 2026

Nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 30 settembre, le presenze sono cresciute del 2% rispetto allo stesso arco temporale del 2025. Il ricavo medio per le unità vendute, comprese case mobili e piazzole, è aumentato invece del 5%.

La permanenza media è rimasta stabile, con valori compresi tra le 12 notti dei visitatori provenienti dai Paesi Bassi, le 10 dei tedeschi e le 8,2 degli italiani. La Germania si è confermata il principale mercato di provenienza, mentre la Polonia è stata quella con l’incremento più marcato tra i bacini emergenti.

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Il peso economico dell’ospitalità

La stima, elaborata da Sociometrica e presentata da Antonio Preiti, docente di gestione delle destinazioni all’Università di Firenze, attribuisce all’ospitalità all’aria aperta il 13% dei 132,6 miliardi generati complessivamente dal turismo nazionale.

«Al netto dell’extralberghiero, l’open air vale quasi un quarto dell’intero settore ricettivo e costituisce il driver in decine di comuni tra quelli a più alta vocazione turistica», ha spiegato Preiti durante il Forum Open Air di Faita Federcamping.


Più unità vendute dal 2019

Il numero delle sistemazioni vendute è aumentato del 60% dal 2019 a oggi. Inoltre, al 21 settembre 2026 risultavano già prenotate 12mila unità in più rispetto alla stessa data dell’anno precedente.

Alberto Granzotto, presidente di Faita Federcamping, ha collegato questi risultati alla tenuta delle strutture e alla loro capacità di distribuire ricchezza anche oltre la singola sistemazione. Il bilancio della stagione ha risentito di un avvio incerto, condizionato dalle crisi geopolitiche internazionali e dall’aumento del costo del gasolio, ma settembre e ottobre hanno contribuito alla ripresa del settore.

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