Calissano, il ricordo di Luzzi: «Aveva un cervello troppo vivo
Ospite di Caterina Balivo, l’attrice ha ripercorso gli anni condivisi con Paolo Calissano e il declino dell’attore dopo la vicenda giudiziaria del 2005.
Il ricordo di Paolo Calissano restituito da Beatrice Luzzi è quello di un uomo dalla personalità incontenibile, capace di coltivare interessi e attività diverse ma anche segnato da una vitalità difficile da gestire. L’attrice ne ha parlato a “La volta buona”, durante la puntata di lunedì 28 settembre, mentre è in procinto di iniziare il processo relativo al suo amministratore di sostegno, coinvolto in un procedimento per peculato, falso ideologico, omissione di atti d’ufficio e circonvenzione di incapace.
Luzzi ricorda l’energia di Calissano
I due avevano lavorato insieme per tre stagioni nella fiction di Canale 5 “Vivere”. In studio, Luzzi ha descritto Calissano come una persona estremamente dinamica, con una formazione internazionale, esperienze imprenditoriali e numerosi interessi personali.
«Era forse la persona più vitale che conobbi», ha raccontato l’attrice a Caterina Balivo. Poi ha aggiunto: «Era un vulcano, forse troppo», sottolineando come quella stessa energia potesse trasformarsi in irrequietezza e difficoltà nel trovare equilibrio.
Il talento che non trovava pace
Secondo Luzzi, Calissano tendeva a intervenire su ogni aspetto del lavoro, anche durante le riprese. Notava i problemi di luce, suggeriva modifiche alla scena e partecipava attivamente alla costruzione delle sequenze: osservazioni che, in diversi casi, erano fondate, ma che rivelavano una mente sempre in movimento.
L’attrice ritiene che l’attore abbia provato a ridimensionare quella sua natura per adattarsi alle circostanze, finendo però per spingersi troppo oltre. «Sapeva fare troppe cose, si interessava di troppe cose, raccontava troppe cose e voleva sempre più emozioni», ha spiegato, riassumendo così il suo modo di vivere e di rapportarsi agli altri.
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Dopo il 2005 iniziò la discesa
La carriera di Calissano subì una brusca battuta d’arresto dopo il caso giudiziario del 2005, quando nella sua abitazione venne trovata una donna morta per un’overdose di cocaina. L’attore scontò una pena per omicidio colposo e, da quel momento, incontrò grandi difficoltà nel tornare ai livelli raggiunti in precedenza.
Luzzi ha ricordato anche il tentativo di Maurizio Costanzo di sostenerlo e aiutarlo a riprendere il percorso professionale. A suo giudizio, tuttavia, quell’intervento non bastò a restituirgli la stabilità perduta.
L’ultimo incontro in palestra
Negli anni successivi, Luzzi ebbe modo di rivedere Calissano in palestra. Il confronto con l’uomo pieno di energia conosciuto sul set fu, per lei, doloroso: «Non si riconosceva più», ha detto, evidenziando quanto il cambiamento fosse apparso evidente.
Paolo Calissano è morto il 29 dicembre 2021 in seguito a un’intossicazione da farmaci antidepressivi. Nel suo intervento televisivo, Luzzi ha quindi unito il ricordo degli anni di lavoro alla riflessione sulla trasformazione di un collega che, secondo la sua testimonianza, aveva mostrato fin dall’inizio una vitalità fuori dal comune.
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