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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Calabria, minacce alla troupe Rai: «La paura non fermerà le telecamere

Giuseppe Di Tommaso e Antonio Caligione stavano preparando un servizio sul caso Giglio quando sono stati intimoriti dopo alcuni spari esplosi in aria.

«Non possiamo consentire che siano la paura e la prepotenza a decidere dove può andare una telecamera o quali domande può fare un giornalista». È il messaggio della senatrice Michaela Biancofiore, intervenuta dopo l’episodio che ha coinvolto una troupe Rai a Botricello, nel Catanzarese. La parlamentare ha definito inaccettabile che due professionisti rischino la propria sicurezza mentre svolgono il loro lavoro e ha ribadito che la violenza non deve prevalere sulla libertà di cronaca.

Sulla stessa linea Anna Laura Orrico, deputata del Movimento 5 Stelle e coordinatrice calabrese del partito. La parlamentare ha parlato di un’intimidazione gravissima contro una squadra impegnata a ricostruire una vicenda di cronaca che aveva suscitato forte attenzione pubblica, sottolineando il valore della libertà di stampa e della tutela di chi informa.


La troupe costretta a lasciare la zona

Giuseppe Di Tommaso, inviato de La vita in diretta, e il videomaker Antonio Caligione stavano lavorando a un approfondimento sulla morte di Salvatore Giglio. L’uomo era scomparso due anni fa a Cutro; per il suo presunto omicidio sono stati arrestati l’ex moglie e il figlio.

Dopo aver raccolto alcune testimonianze, i due si erano fermati in un’area per completare il servizio. In quel momento avrebbero sentito due colpi di pistola sparati verso il cielo. Poco dopo, da un’auto transitata rapidamente, sarebbero arrivate offese, minacce e l’ordine di andarsene. Per timore che la situazione degenerasse, giornalista e operatore si sono chiusi nella loro vettura e hanno lasciato il posto.


Il racconto dell’inviato Rai

Di Tommaso ha descritto l’accaduto sui propri canali social, definendo quella vissuta in Calabria una «giornata particolarmente difficile». Nel suo resoconto ha spiegato che gli spari erano stati seguiti da un’aggressione e che la troupe era stata obbligata ad allontanarsi rapidamente.

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Il giornalista ha comunque manifestato la volontà di proseguire il lavoro sul caso di Salvatore Giglio. La vicenda è stata resa pubblica dal Comitato di redazione del Daytime Rai e dall’Esecutivo Usigrai, che hanno espresso vicinanza ai due colleghi e condannato l’intimidazione.


Solidarietà e richiesta di accertamenti

Anche i componenti della Commissione di Vigilanza Rai hanno preso posizione. Fratelli d’Italia ha espresso sostegno a Di Tommaso, Caligione e alla redazione, auspicando che forze dell’ordine e magistratura ricostruiscano rapidamente l’accaduto e individuino i responsabili.

Forza Italia ha definito molto gravi le minacce rivolte ai professionisti, ricordando che la possibilità di informare senza rischi rappresenta un principio essenziale della democrazia. Il partito ha chiesto che le autorità chiariscano ogni aspetto dell’episodio e procedano contro chi ne sarà ritenuto responsabile.

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